Inno alla Madonna del Pianto scritto da mons. Giovanni Cicconi, edito nel suo libro nel 1928
O Madre celeste, o Madre del Pianto,
Presidio di Fermo – Sua dolce Signora,
All’ombra raccolto – del Sacro Tuo manto
Un popolo in fede – Ti invoca e Ti onora.
\\\ Ave, ave, o Maria! Regina de’ mesti.
Tu rendici degni – de’ gaudii celesti;
Tu prega per noi – che siam figli Tuoi.
Sperarono gli avi – in Te non invano:
Tu ognor ne accogliesti – benefica i voti.
Continua, o gran Madre – 1’ aiuto sovrano,
Al prego rispondi – de’ tardi nipoti
\\\ Ave, ave, o Maria! Regina de’ mesti ecc..
Se lacrime e sangue – fan triste la terra
Tu o Madre pei grandi – Tuoi crudi dolori
Dai figli allontana – l’orribile guerra,
Infondi la pace – di Cristo nei cuori
\\\ Ave, ave, o Maria! Regina de’ mesti ecc.
Proteggi di Fermo – o Pia Castellana,
Proteggi il Tuo popolo – i fuochi e gli altari
Conserva nell’alme – la fé cristiana
Che un dì i nostri padri – rendeva sì chiari
\\\ Ave, ave, o Maria! Regina de’ mesti ecc.
L’atroce martirio – di Te, del Tuo figlio,
Sia oggetto perenne – di nostra memoria:
Ci renda ognor forti – in quest’aspro esiglio,
Ci frutti il possesso – del Cielo e la gloria
\\\ Ave, ave, o Maria! Regina de’ mesti ecc.
NOTIZIE STORICHE SUL CULTO DELLA MADONNA DEL PIANTO A FERMO
Scritte da mons. Giovanni Cicconi e riespresse in forma attuale
La confraternita della Madonna del Pianti affidò l’incarico di farne la statua a Sebastiano Sebastiani, della scuola dei fratelli Lombardi di Recanati nell’anno 1612, e la statua fu recata a Fermo nell’anno 1614 e posta in venerazione nell’Oratorio dentro la città nella chiesa del Crocifisso di S. Chiara.
“Mirabile statua – l’ha definita il card. Pietro Maffi – dove l’arte e la fede hanno fatto il massimo del loro vigore, per esprimere il dolore di una Madre divina, commuovere e compassionare ed ispirare filiale confidenza in chi la guarda”.
E come in Roma, anche a Fermo a cura della pia Confraternita, dato che era angusta la chiesetta per le innumerevoli schiere di devoti, nell’anno 1681 si provvide un nuovo edificio poco discosto il tempio attuale. Anche questo fu rinnovato e dilatato più tardi con la benedizione dell’arcivescovo fermano Alessandro Borgia nell’anno 1728, su disegno del Lucio Bonomini da Ripatransone, uno degli architetti più insigni dell’epoca nella nostra regione.
La Madonna del Pianto nei secoli in mezzo alla sua famiglia ebbe il degno trono definitivo dove la Madre si ripromette gaudio e conforto dai figli di Fermo e questi ottengono protezione e aiuto da Lei. E’ stata costruita la nuova chiesa voluta dalle speranze comuni. In questa, Fermo, nel corso di tre secoli, ha professato senza interruzioni, con sempre crescente fervore il proprio affetto confidente alla grande Madre e Regina nel suo Simulacro. La vera protettrice della città e dei fedeli, la Madonna è stata e resta il rifugio, la consolazione, la salvezza del popolo suo.
Nelle più tristi e luttuose contingenze della vita privata e pubblica; nei pericoli imminenti, creati dall’oscurità di guerre addensatesi sulle nostre pacifiche contrade, in varie occasioni nei secoli; nei paurosi scuotimenti di terra, che funestarono anche altre popolose città; nelle frequenti pubbliche temute calamità o per inclemenza di stagioni o per infierire di morbi micidiali, uno solo è stato e resta il grido del popolo fermano «Madonna del Pianto, aiutaci!» E l’aiuto mai si è fatto attendere. Tutto questo ci dice la storia passata, tutto questo ci ripetono, con voci che vincono il silenzio di secoli, le migliaia di ex-voto donati al Santuario.
Degli avvenimenti pubblici meno lontani per noi e sempre significativi, ricordiamo: l’Incoronazione della sacra Immagine con aureo diadema per decreto del Capitolo Vaticano, il 10 settembre 1843; il dono votivo di un Angelo di argento massiccio, offerto dall’emin.mo Arcivescovo card. Filippo De-Angelis il 19 giugno 1849 per l’ottenuta liberazione della iniqua prigionia nel forte di Ancona; altro dono votivo di altro Angelo egualmente in argento massiccio, decretato dal magistrato Fermano il 1maggio 1855 per la liberazione della città dal flagello del morbo asiatico; inoltre la visita alla Madonna il 17 maggio 1857 del grande pontefice Pio IX, che innanzi a Lei si intrattenne in fervida preghiera, in occasione della sua venuta a Fermo.
Il progetto di un tempio più grandioso, presentato dall’Arch. Giambattista Carducci Fanno nel 1871, con inizio dei lavori nel settembre 1876, non ebbe altro seguito. Una nuova solennissima incoronazione fu eseguita l’8 giugno 1879, dopo il sacrilego furto perpetrato due anni prima del diadema. Nell’agosto del 1914 i festeggiamenti per il terzo centenario si svolsero con straordinaria solennità. Fu festeggiato con celebrazioni solenni il cinquantenario della seconda incoronazione della Sacra Immagine nell’anno 1929. Il tempio ebbe il completamento della facciata con le offerte del popolo nell’anno 1935.
Ricordi di ieri, auspici pel domani. Il passato resta solidale garante per l’avvenire. Il nome caro della Madonna del Pianto invocato benedetto da tante generazioni, non cessa e non cesserà mai di essere invocato e benedetto dai posteri più lontani.
Il ricordo del nome di sì augusta Vergine Madre di Gesù e nostra, a cura di pie persone possa mediante la speciale benedizione della stessa nostra Regina della Pace, trovare benevola accoglienza e produrre frutti per la salute eterna delle anime.