LIBERATI MONS. GERMANO RICORDATO DAL PARROCO SAC. CICCARE’ PIERLUIGI

LIBERATI Don Germano (1939-2010) ….. e i nostro ricordi < pubblicazione fatta a Montegiorgio

 

   Desidero portare la mia piccola testimonianza, che vuole essere un grande grazie e un’infinita lode al Signore per quanto Egli ha operato nella vita di don Germano e, attraverso di lui, nella nostra Comunità Parrocchiale di Montegiorgio. Nel settembre 1997 Mons. Arcivescovo mi ha inviato come parroco a Montegiorgio, nella parrocchia dei Ss. Giovanni Battista e Nicolò per sostituire don Germano, visti i suoi molteplici impegni in Diocesi. Egli rimaneva con noi, continuava ad abitare in parrocchia, prestava alcuni servizi nell’ambito della nostra realtà cittadina, ma la maggior parte del suo tempo veniva dedicato a tutti quei ministeri che gli erano stati affidati. Dapprincipio la convivenza non sempre è stata facile: capirsi, accettarsi, condividere, collaborare è stato un crescere lento e faticoso. Con l’aiuto dei Signore, man mano siamo riusciti a entrare in sintonia fino a conquistare una buona stima reciproca. Poi, ecco all’improvviso, sopraggiungere la malattia, siamo nel dicembre 2008. I nostri rapporti si sono rafforzati: c’è stata, da parte sua, una richiesta di aiuto, di sostegno in un momento così delicato e fragile della vita. Questo aprirsi a me, ma anche alla Comunità Parrocchiale, ci ha fatto cogliere la sua umanità, il suo bisogno di aiuto e di una nostra presenza discreta e amorevole. La nostra è stata una gara di solidarietà fraterna che l’ha accompagnato, lira sostenuto nei “ lunghi mesi della malattia. Lo abbiamo ricordato ogni giorno nelle nostre preghiere, incessantemente abbiamo chiesto la grazia della guarigione.   Questo lungo periodo di sofferenza è stato per tutti noi un momento è stato per tutti noi un momento importante: ci ha permesso di cogliere le nostre fragilità umane, di dare voce alle nostre paure, di condividerle, di accettare l’aiuto dell’altro ma, soprattutto, di credere fermamente nell’Amore infinito dei Padre. La malattia si è protratta per vari mesi con la degenza in diverse strutturi ospedaliere. Il suo ritorno a casa ha favorito un graduale miglioramenti sia sul piano fisico sia psicologico. È stato continuamente contornato e confortato dall’affetto di tutti noi montegiorgesi.   Col passare del tempo, è tornato ad essere membro attivo della vita parrocchiale e cittadina. Tutti eravamo orgogliosi della salute ritrovata, e godevamo a pieno della sua maggiore serenità, del tornare a curare con dedizione: il gruppo Scout, l’UNITALSI, il Coro D. Alaleona. Tutti i giorni spendeva molto del suo tempo per celebrare il sacramento della Penitenza, credeva fermamente nella Grazia del Perdono dei Padre.

Ma, ecco, improvvisamente e in modo del tutto inaspettato, sopraggiungere una nuova fase della malattia, la più violenta, quella contro la quale nessuno ha potuto far nulla. Il suo repentino aggravarsi ha suscitato in tutti noi un grande senso di disorientamento; subito allarmati, ci siamo posti al suo fianco, lo abbiamo incoraggiato e a credere nella vita nonostante tutto; insieme al diacono Mario Liberati sono accorso al suo capezzale e ho condiviso con lui il momento del trapasso. Negli ultimi giorni della malattia e in quelli della sua dipartita, mi è venuta fortemente in luce una certezza: Don Germano godeva appieno e con serenità i giorni che il Signore gli donava, credeva fortemente nel Suo Amore di Padre e in Lui confidava pienamente. Sono convinto che il Signore lo abbia preparato di giorno in giorno all’incontro con Lui. Don Germano ha accolto con disponibilità il disegno di Dio e in Lui si è abbandonato fiducioso e ha risposto il suo Sì. Ecco perché oggi, con semplicità, insieme a tutta la comunità di Montegiorgio, voglio rendere grazie al Signore per quanto ha operato nella vita di Don Germano e, attraverso di lui, è giunto a noi. Voglio anche rivolgere un mio sentito grazie a Don Germano per il grande esempio che ci ha dato: una malattia vissuta con serenità e grande fede. La sua memoria rimarrà sempre viva in noi. Il Signore gli doni la gioia del Paradiso.

Don Pietro Ciccarè – Parroco

 

 

 

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