Terreni legati al nome di un santo. I ricchi usavano fare donazioni per far celebrare sante Messe per i propri defunti e destinavano un bene immobiliare intitolandolo ad una santo come beneficio ecclesiastico registrato nel catasto pubblico. Così, ad esempio Beneficio di san Filippo apostolo. Questi lasciti erano definiti “legati” e l’atto notarile di fondazione per lo più era un testamento che veniva presentato in Curia vescovile per registrarlo e per far nominare un sacerdote per le celebrazioni stabilite e controllate dalla stessa Curia nell’adempimento, perché il sacerdote beneficiato doveva scrivere in un registro le date delle celebrazioni. Se le famiglie avevano un consanguineo sacerdote era facilmente costui l’incaricato ad assumete il pio legato. La rendita del lascito era destinata al sostentamento del sacerdote. Nella contrada si diceva che quel terreno era per il legato San Filippo per dire che la rendita andava a quella pia fondazione ecclesiastica.
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