Blasi don Mario parroco evangelizza nella domenica XIII tempo ordinario anno A Mt 10,37ss

Domenica XIII tempo ordinario anno A Matteo 10, 37-42 parroco don Mario Blasi

“Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me”.

Fondamento della vita delle persone e dell’esistenza sociale è la famiglia: è asilo e protezione per ogni uomo. Se si distrugge la famiglia la società va in rovina e la persona perde la propria sicurezza.

Perché Gesù chiede al Suo discepolo la separazione dalla sua famiglia? Il messaggio di Gesù è sconvolgente! E’ un messaggio che ha in sé una forza vitale che supera la morte: la Risurrezione. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno“.

Davanti a questo messaggio è necessario prendere decisioni definitive. L’uomo, creato con amore da Dio, ha dentro di sé un anelito straordinario di vivere. “Il trovare e il cercare la vita è profondamente radicato in ogni uomo“.

Gesù solo appaga questo profondo desiderio di vita. Egli solo dona la vera Vita. I genitori danno una vita che viene meno. La vita che Gesù dona è incorruttibile ed eterna. Nel Suo Amore Gesù non esclude nessuno. In qualunque situazione si trovi la persona, Egli le trasmette una vita che non viene mai meno.

“Chi avrà perduto la sua vita per causa mia la troverà”.

Gesù, nella vita terrena, è stato sempre fedele a Dio e solidale con gli uomini. “Gesù non ha avuto come fine il perdere la propria vita”, ma viverla pienamente e gioiosamente per ridare all’uomo la capacità di assomigliare al Padre celeste praticando un amore simile al Suo. “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro“.

Perdere la vita per il discepolo significa spenderla amando i fratelli così come sono, compiere il proprio dovere con gioia, realizzare la giustizia nei confronti di ogni uomo, vedere le necessità dei fratelli e andare loro incontro per risolverle, costruire una società dove tutti possono avere un lavoro per vivere nella dignità dei figli di Dio.

La vita va instancabilmente spesa per gli altri per ritrovarla con Gesù, pienamente realizzata.

“CHI AMA IL PADRE E LA MADRE PIU’ DI ME NON E’ DEGNO DI ME; CHI AMA IL FIGLIO O LA FIGLIA PIU’ DI ME NON E’ DEGNO DI ME”.

Gesù, Uomo-Dio, che dona la vita indistruttibile, deve essere messo al di sopra di tutto e di tutti. Chi non riconosce la Sua straordinaria grandezza, è incapace di essere Suo discepolo. Davanti a Lui tutti i valori umani devono essere messi al secondo posto. Gesù chiede adesione totale fatta con amore sincero. Egli, però, chiede di essere amato attraverso questa piccola fragile creatura umana: “Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi“.

I legami familiari non si devono mai rinnegare, non devono però essere ostacolo all’adesione gioiosa con il Cristo. I familiari, come ogni altra persona, vanno amati con lo stesso amore di Cristo che ha dato la vita per la salvezza di tutti. Gesù è Dio. Solo Gesù dona la vita con amore.

Il discepolo deve essere disponibile a tutto per seguirlo e deve portare il Suo amore ad ogni uomo perché sia gioioso.

“Chi avrà trovato la sua vita la perderà

e chi avrà perduto la sua vita per me, la troverà”.

Chi accoglie Gesù, il Suo messaggio di amore, ha dentro di sé una vita indistruttibile che supera la morte.

Chi considera la vita terrena come vera vita, di fatto la perderà.

“Chi insegue il potere, il successo e la ricchezza, con la morte avrà la sua esistenza completamente distrutta e annichilita, e chi, invece, mette la propria vita al servizio del bene degli altri, già su questa terra, ha una vita di una qualità tale che la morte non potrà scalfire e che oltrepassa la soglia della morte, continuerà in un crescendo di pienezza di vita”.

“Chi crede, ha una vita capace di superare la morte. Chi invece vive ripiegato su se stesso, lavorando soltanto per il proprio io, per il proprio tornaconto, per la propria ricchezza, chi vive non comunicando vita agli altri, ma sottraendo vita agli altri, chi non vive facendosi pane agli altri, ma toglie il pane dalla bocca degli altri, questa è una persona che piano piano soffoca, fino a spegnere l’energia vitale che aveva dentro di sé e quando arriva la morte biologica, sarà anche la morte dell’individuo, la morte per sempre, la morte seconda” (A.Maggi).

 

Posted in Chiese, DOCUMENTI, LUOGHI, Notizie Recenti, PERSONE | Tagged , , , , , , , | Leave a comment

Mario Blasi parroco evangelizza domenica XII tempo ordinario anno A. Mt 10,26ss

Domenica XII del tempo ordinario anno A Matteo 10, 26ss evangelizzazione di don Mario Blasi

“NON TEMETE… QUELLO CHE VI DICO NELLE TENEBRE DITELO NELLA LUCE”.

Il credente in Cristo è chiamato ad essere luce, cioè vita vera; per essere luce deve accogliere nel cuore l’amore del Maestro; amore che diventa sorgente di vita per superare le prove di ogni giorno.

L’amore di Cristo accolto dona al credente gioia e una vita indistruttibile che supera la stessa morte. L’amore di Cristo ha la capacità di portare l’esistenza umana nella sfera di Dio.

“Non temete”.

Il cristiano deve portare sempre la letizia nel cuore perché il messaggio di Gesù sia rivelato gioiosamente a tutti. “Ciò che ora è nascosto nelle tenebre sarà detto alla luce del sole e rivelato pubblicamente. Ciò che ora si può appena mormorare all’orecchio (a causa dei pericoli esterni) sarà proclamato sui tetti”.

Il cristiano deve sempre avere l’amore di Cristo nel cuore e grande fiducia in Lui. Il cristiano non si deve mai abbattere nelle difficoltà anche se il risultato davanti agli uomini sembra misero o nullo. Come il sole nascente ha ragione sulla notte, così il messaggio di amore di Gesù si diffonde piano piano.

“Non temete”.

Il cristiano deve sapere che la sua vita è semrpe nelle mani di Dio, è al sicuro da ogni pericolo. “Gli uomini possono accanirsi contro la vita del corpo, possono anche soffocarla, distruggerla, ma non hanno alcun potere sulla vera vita che sfugge ad ogni attacco”. L’amore di Cristo  una vita capace di superare la soglia della morte. “La vera vita che Dio assicura in maniera definitiva non può essere diminuita né tolta dagli uomini, neppure attraverso l’annientamento della vita corporale”.

“Non temete”.

Dio è Padre. Egli veglia su tutta la Sua Creazione. Egli è Provvidenza anche per gli esseri più piccoli, anche i passeri. Voi valete più di molti passeri. In qualunque situazione si trovi, il credente deve percepire di essere amato da Dio che veglia, quando esce e quando entra, da ora e per sempre.

Non abbiate timore”.

Gesù manda i Suoi discepoli ad annunziare il Regno di Dio. Essi lo devono proclamare alla luce del giorno; devono salire sui tetti, cioè sui punti più alti della città dove la voce può propagarsi al massimo. Sono mandati a diffondere la Parola di Gesù senza timore, la devono proclamare con coraggio e non devono evitare il confronto con alcuno. Non devono avere la paura nel cuore, la parola sia trasmessa con coraggio. Il rifiuto non generi timore! La cattiva volontà dell’uomo non accetta il messaggio di vita di Gesù.

La Parola può subire sconfitte nelle vicende della storia, ma Gesù esorta: “Non abbiate paura“. Egli infonde fiducia anche in virtù di un possibile martirio. Il martirio terrorizza ogni uomo, anche il discepolo di Gesù.

Il male vero, per Gesù, è dentro l’uomo: la cattiveria, l’egoismo. Il discepolo è chiamato a non temere la morte del corpo, ma la perdizione totale della persona: “Non la morte, ma la perdizione“.

La Parola di Gesù ha in sé una forza irresistibile che supera la morte del corpo e, a suo tempo, porta il frutto anche in questo mondo di tenebra.

La Parola di Gesù va accolta nel silenzio e nel raccoglimento, con amore. E’ una Parola che plasma la vita e dà gioia nel cuore; sia donata a tutti con franchezza per costruire una società giusta e fraterna.

“Voi valete più di molti passeri”.

Il discepolo di Gesù, davanti a Dio, conta moltissimo. Dio Padre, Signore del cielo e della terra, si prende cura di tutto, ma in modo particolare del discepolo di Suo Figlio.

Se la vita e la morte di un passero non sono trascurabili agli occhi di Dio, tanto più sarà preziosa la vita dei Suoi fedeli“.

Anche la morte dei fedeli è preziosa agli occhi di Dio. I veri discepoli siano liberi da ogni timore e fiduciosi nella premura del Padre. “Se cadiamo nelle mani degli uomini, sofferenza e morte ci colpiscono tramite la violenza umana, ma siamo certi che tutto viene da Dio… Siamo nelle mani di Dio. Quindi, non abbiate timore”.

“Quello che vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio annunciatelo dalle tenebre”.

     discepoli di tutti i tempi sono mandati ad annunciare il messaggio di Gesù dalle tenebre alla luce del giorno e sui punti più alti della città: i tetti.

La Parola di Gesù salva, deve essere diffusa con rapidità in tutto il mondo. La sapienza di Gesù è profondamente diversa da quella degli uomini. La sapienza umana, derivante dall’esperienza, si manifesta lentamente e con incertezza. “Se il saggio, a causa della fugacità della parola, è tenuto piuttosto a tacere, il discepolo deve diffonderre la parola senza timore. Non gli è consentito trattenersi dall’esprimerla o evitare timorosamente il confronto”. Nessuno può fermare di diffondere la Parola di Gesù, in essa agisce lo Spirito di Vita che soffia quando, dove e come vuole. Solo la Parola di Gesù salva e guida l’uomo alla pienezza della vita. “La salvezza sta nel mantenersi saldi fino alla fine”.

Non abbiate dunque paura”.

Chi può ucciderre il corpo non ha il potere di uccidere l’anima. “Dinanzi alla minaccia che la società oppone, non bisogna intimorirsi. Il messaggio non può essere nascosto, e proclamarlo è il compito proprio del discepolo”. Il discepolo sa che la sua sorte è simile a quella del Maestro: dalla morte alla Risurrezione.  Lungo il corso della storia il popolo di Dio non è esente da difficoltà: è rifiutato e perseguitato. Dio però salva. La Parola di Gesù deve essere diffusa, porta l’uomo alla pienezza della vita. La Parola di Gesù trasforma la persecuzione in beatitudine.

La sofferenza non è l’ultima parola della vita degli uomini, ma la RisurrezioneDio non abbandona mai le Sue creature, per questo non bisogna avere paura. Nessuno è dimenticato da Dio.

“Non c’è motivo di vivere nel timore, perché gli uomini possono sopprimere la vita fisica, il corpo, ma non la persona”. Il discepolo di Gesù di ogni tempo deve vivere sereno perché nulla accade all’insaputa di Dio. A Dio nulla sfugge, il Suo Amore abbraccia tutti.

“Se il Padre non perde di vista nemmeno due passeri, figuriamoci i Suoi figli”. Gesù spiega chiaramente i motivi che devono sostenere i discepoli: la certezza di essere nelle mani del Padre, la certezza di condividere la  croce, ma anche la Risurrezione.

Gesù immette nel cuore la certezza che nessuno può far nulla per togliere la vita vera. Ringraziamo con cuore vero per questa certezza che il Signore ci dona.

 

Posted in Chiese, DOCUMENTI, LUOGHI, Notizie Recenti, PERSONE | Tagged , , , , , , , , , | Leave a comment

Corpo e Sangue di Gesù anno A Giovanni 6, 51ss don Mario Blasi evangelizza

Don Mario Blasi evangelizza il Corpo e  Sangue di Cristo anno A

“Io sono il Pane della vita”.

     La festa del Corpo e del Sangue del Signore ricorda il mistero della Sua presenza in mezzo a noi. E’ il mistero della comunione profonda di Dio con gli uomini realizzato nel Corpo e nel Sangue di Gesù “dato per noi”.

La festa del Corpo e del Sangue di Gesù ricorda il dono dello Spirito del Suo Amore attraverso la Sua realtà umana.

Due sono i verbi che Gesù adopera: mangiare e bere. Gesù deve essere assimilato. “Assimilare la carne e il sangue del Figlio è posto in costante rapporto con il dono della vita: vita eterna”. La vita eterna consiste nel rimanere in una unità profonda con Gesù.

Il Corpo di Gesù e il Suo Sangue sono detti vero cibo e vera bevanda: essi nutrono la vera vita dell’uomo in maniera perfetta.

La vera vita dell’uomo è amareLa carne e il sangue di Gesù sono dono del Suo Amore infinito agli uomini. Con la Sua carne Gesù manifesta e comunica il Suo Amore di bontà. Egli rende visibile l’Amore di Dio agli uomini: lo rende concreto e storico.

L’umanità di Gesù non è solo il luogo in cui Dio si rende presente, ma è dono per tutti: Dio instaura, per mezzo di Gesù, una comunione sul piano umano. Dio si avvicina all’uomo e stabilisce con lui una unione profonda per inserirlo nella Sua sfera divina.

Con la Sua carne, dunque, Gesù apre il Cielo agli uomini: “Vedete il cielo ormai aperto”.

Dio si rivela in Gesù nella Sua trascendenza e comunica il Suo Spirito che salva.

“Chi mangia di questo pane vivrà in eterno”.

L’umanità di Gesù deve essere assimilata. “L’adesione a Gesù non si ferma all’esterno. Egli non è un modello esteriore da imitare, ma una realtà interiorizzata. Questa unione intima cambia la realtà interiore del discepolo. Produce la sintonia con Gesù e fa vivere identificati con Lui”.

Solo Gesù è l’Uomo vero: è l’immagine vera di Dio nel creato. Chi assimila Lui è anche uomo vero. Chi è vero uomo in Gesù deve essere pane spezzato per i fratelli. Deve essere amore di Dio donato.

Dio vuol creare una umanità nuova dove la vita umana sia pienamente realizzata.

Il progetto di Dio sugli uomini è: “L’amore di tutti e di ciascuno per tutti”.

Il “pane della vita” sostiene i cristiani in questo mondo inaridito da ideologie di morte

“Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

Il dono di Gesù agli uomini è la Sua carne! Gesù non dona il Suo Spirito di Amore al di fuori della Sua realtà umana: la Sua carne.

Con la Sua realtà umana, Gesù manifesta e comunica il Suo Spirito di bontà; rende visibile l’Amore di Dio agli uomini. “Non vi è dono dello Spirito dove non c’è dono della carne. Attraverso di essa il dono di Dio si rende concreto, storico e diventa realtà per l’uomo”.

La carne, l’umanità di Gesù, non è solo luogo in cui Dio si rende presente, ma si trasforma nel dono di Gesù al mondo, dono dell’Amore del Padre. Dio instaura con l’uomo una comunione sul piano umano in Gesù e per mezzo Suo.

Dio sempre si avvicina all’uomo e stabilisce con lui una unione profonda di amore. L’uomo, però, molte volte, è indifferente alla bontà di Dio.

Questa piccola creatura Dio la vuol portare nella Sua sfera divina. Gesù è Colui che apre il cielo all’uomo: “Vedete il cielo ormai aperto“.

Dio si rivela in Gesù nella Sua trascendenza. Dio è come Gesù. Dio si rende presente in Gesù. “Non esistono doni divini che non abbiano espressione nella carne, nella realtà umana di GesùDio dona il Suo Spirito, ma lo esprime e lo comunica con la carne di Gesù.

“La mia carne è vero cibo, il mio sangue vera bevanda”.

Solo Gesù rende l’uomo vero uomo: immagine di Dio nel creato.

Solo Gesù, con il Suo Amore, trasforma la realtà interiore dell’uomo.

Solo Gesù stabilisce con l’uomo comunione di vita.

“Chi mangia di questo pane vivrà in eterno”.

Due sono i pani discesi dal cielo: la manna nel deserto per il popolo ebreo in cammino per la libertà e Gesù Pane disceso dal cielo per la vita del mondo.

“La manna non condusse quelli che la mangiarono fino alla terra promessa. Gesù, Pane vero, porta, a chi gli dà adesione, alla terra promessa.

Chi è vero uomo in Cristo deve essere pane spezzato per i fratelli: Amore di Dio donato!

“IN VERITA’ IN VERITA’ VI DICO: SE NON MANGIATE LA CARNE DEL FIGLIO DELL’UOMO E NON BEVETE IL SUO SANGUE, NON AVRETE IN VOI LA VITA”.

Gesù è fonte di vita e di Risurrezione.

LA VITA è in mezzo a noi! Gesù è il Dio con noi. Egli non abbandona mai il Suo fedele.

Nel Pane Eucaristico è presente la Sua realtà divina con tutta la sua ricchezza di Amore. Gesù si dona all’uomo. L’Eucaristia è il momento in cui Gesù si mette a servizio della comunità e le dona la Sua forza perché abbia la capacità di ascoltare e di vivere il Suo messaggio.

Ogni fedele, che partecipa all’Eucaristia, deve percepire l’Amore di Dio e lo deve trasmettere agli altri. L’Amore di Dio accolto lo deve far dilagare nel fratello che incontra.

Il cristiano non è colui che ama il fratello per amore di Gesù, ma è colui che con Gesù e come Lui porta il Suo Amore nel cuore di ogni uomo.

L’Eucaristia è dunque l’Amore di Dio donato all’uomo. Ogni cristiano deve partecipare all’Eucaristia per accogliere questo Amore che dona vita e gioia piena. L’Eucaristia è il momento in cui il fedele si sente amato non per i propri meriti, ma perché sente che Dio è Amore. Amore che dona una vita indistruttibile e una gioia che non viene mai meno.

L’Eucaristia è il momento in cui il cristiano ringrazia con gioia Dio perché gli dà la possibilità di partecipare alla festa del Suo Amore e del Suo perdono; è il momento in cui accoglie il dono dello Spirito Santo che aiuta a superare tutte le prove della vita e guida alla pienezza della vita senza fine.

“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue

dimora in me ed io in lui”.

L’Eucaristia è la dimora di Dio con gli uomini. “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il Dio con loro” (Ap. 21,3).

L’Eucaristia è anche un cibo che nutre, sostiene e guida l’uomo verso la meta. E’ un cibo che, se assimilato, rende l’uomo simile a Cristo.

Posted in Chiese, DOCUMENTI, LUOGHI, Notizie Recenti, PERSONE | Tagged , , , , , , , | Leave a comment

Blasi don Mario parroco evangelizza domenica SS. TRINITA’ anno A. Gv 3,16ss

Evangelizzazione Santissima Trinità anno A  prima domenica dopo Pentecoste tempo ordinario. Parroco Blasi don Mario Giovanni 3, 16ss

(Gv 3, 16-18)

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito”.

Dio si prende sempre cura dell’uomo. Dio gli va continuamente incontro.

L’uomo, con le sue forze, non può raggiungere Dio. “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino per amore del suo nome“.

Dio condivide la storia dell’uomo. Gesù, Buon Pastore, manifesta e rende visibile l’Amore di Dio. Egli prende sempre l’iniziativa per andare verso chi sbagliavuole che l’uomo scopra la gioia di essere amato da Dio; per questo motivo va in cerca della pecorella smarrita.

Dio è come Gesù. Dio manda nel mondo Gesù perché in Lui risplenda il Suo Amore. Amore destinato a tutti gli uomini. Solo il Suo Amore salva. “Salvarsi è passare dalla morte alla vita definitiva”. La salvezza si ottiene per mezzo di Gesù. “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”.

“Chi crede in Lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato”.

Tutti gli uomini sono pronti davanti ad una scelta: o sono a favore di Gesù o sono contro di Lui.

L’indifferenza non è possibile. “Davanti all’offerta dell’Amore di Gesù non si può dire che sì o rifiutarsi di accettarlo. L’uomo deve prendere una decisione”. “Se di fatto vi sono degli esclusi dalla salvezza lo si deve al rifiuto dell’offerta che Dio compie in Gesù”.

“Chi dà la sua adesione a Gesù assecondando il piano di Dio, non è sottoposto al giudizio, perché Dio non agisce come un giudice, ma come datore di vitaChi si rifiuta si condanna da sé“.

Chi accetta l’Amore di Dio rivelatosi in Gesù, diventa figlio di Dio. Il cristiano, figlio di Dio, deve praticare nella vita lo stesso amore di Cristo. L’Amore di Cristo deve essere accolto e ridonato.

Il credente, con questo amore accolto e ridonato, è chiamato a continuare una umanità nuova.

Posted in Chiese, DOCUMENTI, LUOGHI, PERSONE | Tagged , , , , , , | Leave a comment

Blasi don Mario parroco evangelizza Pentecoste anno A

PENTECOSTE (Gv 20, 19-23))

“ALITO’ SU DI LORO E DISSE: RICEVETE LO SPIRITO SANTO“.

Il giorno della Risurrezione Gesù dona lo Spirito Santo ai Suoi discepoli ed essi fanno l’esperienza di essere amati.

Chi è amato ama. Il cristiano fa proprio l’amore di Gesù, si identifica con Lui e manifesta il suo amore con la misericordia, il perdono e la generosità. “Con Gesù e come Gesù, con la forza e la spinta di amore (lo Spirito) che il Padre continuamente dona, dirige verso il fratello, così difficile da amare, la stessa energia con la quale viene amato” (A.Maggi).

Lo Spirito di amore donato da Gesù e accolto rende l’uomo completamente libero e capace di giungere allo sviluppo di tutte le sue capacità. Chi accoglie il suo amore diventa “l’uomo nuovo”, aperto a tutte le novità in sintonia con Dio che “fa nuove tutte le cose” e “rinnova la faccia di tutta la terra”.

Mediante la potenza dello Spirito Santo, che proviene da Gesù risorto, incomincia un mondo nuovo. I discepoli ri-creati e mossi dallo Spirito, sono resi capaci di trasmettere una vita che distrugge il male.

“A chi rimetterete i peccati saranno rimessi”.

I discepoli ricevono il potere di perdonare le colpe, offrendo il perdono a quelli che lo chiedono. Perdono che non si ottiene per i propri meriti, ma per l’amore di Dio donato e accolto nel cuore.

Dio crea così nell’uomo un cuore nuovo. Dio crea in questa piccola creatura una vera Risurrezione.

I cristiani, ricreati e risuscitati, devono testimoniare nel mondo che “lo Spirito di Gesù è potenza capace di fare nuovi tutti e tutto”.

Gesù risorto dona la pace, la gioia e la forza per portare nel mondo il Suo Amore. Amore che deve essere donato a tutti!

Il messaggio di Gesù va proclamato a tutti con la parola e la vita, ma non deve essere imposto a nessuno.

E’ amore che deve essere accolto.

(Gv 20, 19-23)

“Venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: Pace a voi”.

La pace è il dono del Signore risorto. E’ il sommo bene che il Risorto dona agli apostoli.

La pace è il saluto, ma è molto di più di un saluto. La pace di Gesù esprime il rapporto giusto e gioioso che una persona deve avere con se stessa, con gli altri e con il creato. Esprime la condizione di totale benessere in cui l’uomo deve vivere.

Gesù si presenta ai Suoi discepoli di Sua iniziativa. Essi non lo attendono, né lo cercano. Gesù viene e si fa riconoscere con i segni della croce.

Le tracce del Suo martirio lo accompagnano. La Sua Risurrezione non fa dimenticare la croce: la trasfigura. I segni della crocifissione manifestano la Sua identità. Il Risorto è proprio Colui che è stato crocifisso. La Sua presenza, però, è diversa da quella terrena. Gesù si presenta a porte chiuse ed è improvvisamente al centro. Su di Lui si posa lo sguardo di tutti i discepoli.

“I discepoli gioirono”.

Dalla paura si passa alla gioia. Tutti si rallegrano al vedere il Signore.

La pace è dono del Risorto, anche la gioia è dono promesso da Gesù. “Rimanete nel mio amore… Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia perfetta“.

Il cristiano partecipa della stessa gioia di Cristo. E’ gioia che affonda le sue radici nell’Amore di Cristo.

Rimanete nel mio amore“. La pace e la gioia sono i segni per riconoscerlo.

“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”.

Gesù manda nel mondo i Suoi discepoli per portare pace e gioia. Tutti devono riconoscere il messaggio di Amore di Gesù. Amore che Egli ha ricevuto dal Padre.

“L’Amore del Padre che, attraverso il Figlio, si apre nel mondo, è disponibile ad accogliere tutta la realtà anche nei suoi aspetti più problematici. Mondo è la creazione affidata da Dio all’uomo e legata al suo destino. Mondo è l’umanità che Dio ama e per la quale ha donato il Figlio. Mondo è anche quella porzione di umanità che rifiuta l’amore di Dio. L’Amore di Dio è disponibile anche per questa porzione di mondo“.

Posted in Chiese, DOCUMENTI, LUOGHI, Notizie Recenti, PERSONE | Tagged , , , , | Leave a comment

ASCENSIONE DEL SIGNORE anno A evangelizza don Mario Blasi Parroco

Ascensione evangelizzazione di don Mario Blasi Parroco Mt 28,16ss

ASCENSIONE DEL SIGNORE (Mt 28, 16-20)

GLI UNDICI DISCEPOLI ANDARONO IN GALILEA SUL MONTE CHE GESU’ AVEVA LORO FISSATO. QUANDO LO VIDERO GLI SI PROSTRARONO INNANZI; MA ALCUNI DUBITAVANO”.

Il giorno della Risurrezione l’Angelo dice alle donne: “Dite ai discepoli di andare in Galilea“. Quando Gesù appare alle donne dice: “Dite ai miei fratelli di andare in Galilea, là mi vedranno“.

Gesù non fissa loro un monte, eppure gli undici vanno su di un monte indicato da Gesù. Qual è questo monte? L’Evangelista Matteo indica solo un monte in Galilea: quello delle Beatitudini. Nel Vangelo il monte sta ad indicare la presenza di Dio con gli uomini. Il monte non è dunque un luogo, ma una verità. E’ il luogo in cui l’uomo incontra la divinità. L’Evangelista dice: “Volete sperimentare la presenza di Gesù Risorto? Andate al monte delle Beatitudini“.

Colui che accoglie e vive il messaggio delle Beatitudini fa l’esperienza di Gesù Risorto. Gesù si incontra sul monte. I discepoli lo vedono, lo riconoscono, si prostrano e lo adorano. E’ vivo. Colui che è passato attraverso la persecuzione e la morte è lì, è presente! Perché allora i discepoli dubitano? Di che cosa dubitano? I discepoli sono chiamati ad essere lo splendore divino nel creato, splendore che si ottiene accogliendo l’amore di Cristo per poi ridonarlo con il dono di sé.

I discepoli si sentono incapaci a questa missione e dubitano. Gesù dice:

“Andate… ammaestrate… battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo… Io sono con voi”.

Gesù manda i Suoi a proclamare il Suo messaggio perché ogni uomo sia immerso nell’amore infinito del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E’ un compito difficile. I discepoli si sentono incapaci, ma Gesù dice loro: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo“.

Gesù non parte per un cielo lontano, ma rimane con i Suoi.

“Chi pratica le Beatitudini fa l’esperienza di una presenza continua e profonda di Gesù nella propria esistenza”. “Chi vuole sperimentare una vita di una qualità nuova e indistruttibile, chi vuole sperimentare l’incontro con Gesù vivo e vivificante, basta che si collochi sul monte delle Beatitudini”. (A.Maggi)

Cristiano, occupati del bene di tuo fratello, Dio si prenderà cura del tuo bene! Questo è l’insegnamento delle Beatitudini.

“Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi, alcuni però dubitavano”.

E’ la prima e l’ultima volta che Gesù incontra i Suoi discepoli, dopo la Sua Risurrezione, secondo il Vangelo di Matteo.

Essi si prostrano e lo riconoscono Signore, “ma alcuni dubitavano“. Perché il dubbio rimane nel loro cuore?

La Risurrezione appartiene al mondo di Dio, a questo mondo si accede con la fede. Non tutti hanno la stessa fede e si sentono incapaci di seguire Gesù. Seguire Gesù non è facile; essere portatori di vita come Lui è difficile. Anche ai discepoli che dubitano Gesù dice:

“Andate”.

Gesù prende le persone così come sono e dà ad esse il potere di servire e di amare! Non bisogna aspettare di essere pronti per andare ad annunciare il messaggio di Gesù secondo le proprie idee.

Andando verso gli altri con l’amore di Cristo, si cresce nella fede. L’Amore del Risorto che alberga nel cuore del credente spinge sempre ad andare verso gli altri per annunciare un messaggio che dona vita. Le energie vitali di Cristo si trasmettono con una vita gioiosa, con una fede accolta e ridonata.

“Ammaestrate tutte le genti”.

Gesù vuole che il Suo messaggio di Amore sia comunicato a tutti. Il Suo Amore non è rivolto ad un solo popolo, ma a tutte le nazioni. Tutti gli uomini devono fare l’esperienza del Suo Amore.

Egli è l’unico Signore: ama e dona vita a tuttiEgli è l’unico Figlio dell’unico Padre che trasmette vita piena e capacità di amare. Ora Gesù dà il potere ai discepoli di immergere (battezzare) ogni uomo nella bontà infinita di Dio Padre che comunica vita. Anche i discepoli che dubitano sono mandati.

Ogni uomo è chiamato a sperimentare la presenza amorosa del Padre e del Figlio, Vero Uomo, e dello Spirito Santo che separa l’uomo dalla sfera del male.

Andare per le strade del mondo a portare il messaggio di Gesù è un compito difficilissimo, ma i discepoli non sono soli. Il Risorto rimane con loro per sempre per aiutarli a praticare ciò che Egli ha insegnato.

Posted in DOCUMENTI, LUOGHI, Notizie Recenti, PERSONE | Tagged , , , , | Leave a comment

Don Mario Blasi evangelizza sesta domenica Pasqua anno A. Gv 14,15ss

Sesta domenica di Pasqua anno A  (Gv.14,15-21)

“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”.

     L’amore per Gesù è “condizione per compiere i Suoi comandamenti”. “Chi non ama Gesù non può amare gli altri; chi non ama gli altri non ama Gesù”. “L’adesione alla Sua persona e alla Sua opera si trasforma in un impulso di identificazione”.

“Per l’identificazione con Lui i comandamenti perdono le esigenze di imposizione: sono le esigenze dell’Amore”. Compierle significa essere come Lui.

I comandamenti di Gesù sono la risposta dell’amore. Il cristiano è chiamato a vivere il comandamento nuovo: “Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi; da questo tutti vedranno che siete miei discepoli”.

Gesù manda il Suo Spirito per comprendere il Suo comandamento e per renderlo vivo. Lo Spirito, infatti, dà al discepolo uno stile di vita, lo rafforza nelle prove e dona consolazione nelle difficoltà. Lo Spirito non lascia il discepolo in balia di forze avverse, ma dona energia per costruire un  mondo nuovo.

Gesù assicura i Suoi dicendo:

“Non vi lascerò orfani”.

Gli orfani sono i più deboli fra i deboli, i più poveri tra i poveri: sono sempre alla mercé dei potenti e dei prepotenti i quali commettono ingiustizie sui deboli.

Gesù non abbandona mai i Suoi. Se parte da questo mondo per la cattiveria del principe di questo mondo, “la Sua assenza non sarà definitiva, promette il Suo ritorno in breve tempo”. “I discepoli parteciperanno alla Sua vita perché parteciperanno del Suo Spirito che effettuerà la comunione di Gesù con i Suoi”. Gesù vuol colmare il vuoto lasciato dalla Sua morte e Risurrezione con lo Spirito Santo Paraclito. Egli non vuole che i Suoi restino soli: non si devono mai sentire abbandonati.

Lo Spirito che Gesù manda non è solo Spirito di consolazione, ma è Spirito di Verità e di fortezza.

Il mondo in cui i discepoli devono agire è un mondo guidato da Mammona, cioè dal denaro e dalla menzogna. Gesù difende i Suoi con Spirito di Verità che deve avere dimora nel cuore di ogni discepolo. “Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera” (Gv.16,12).

Quanti amano in modo concreto come Gesù, possono godere della Verità cioè dell’Amore di Dio e possono contemplare la visione del Figlio. “Quelli che sono sinceri: Beati! Saranno sempre in presenza di Dio”. “Beati i limpidi, perché questi saranno intimi di Dio” (Mt.5,8).

LA LEGGE DEL SIGNORE E’ LA NOSTRA GIOIA

PREGARE LA VERGINE MARIA

Non vi lascerò orfani, ritornerò a voi”.

L’ orfano è simbolo di colui che è alla mercé dei potenti, colui nei cui confronti si commettono tutte le ingiustizie”.

I profeti dicevano: “Guai a coloro che fanno decreti iniqui per spogliare gli orfani“. “Rendete giustizia all’orfano“. “Presso di te l’orfano trova giustizia“.

Gesù non lascerà i Suoi indifesi“. Gesù prepara i Suoi al momento della Sua assenza e dà loro tutte le sicurezze perché non siano turbati. “Non li lascerà soli, abbandonati, orfani”. “La Sua assenza non sarà definitiva, Egli promette il Suo ritorno entro breve tempo.

I discepoli riceveranno lo Spirito Santo che li metterà in comunione con Gesù“. La forza dello Spirito Santo li trasformerà in testimoni coraggiosi. Essi sono chiamati a cambiare la società, non con la forza e il potere, ma con l’amore e il servizio.

Il discepolo deve fare proprio il messaggio di Gesù rendendolo visibile nella vita. L’Amore di Gesù accolto consiste nel vivere gli stessi Suoi valori e agire come Lui. L’adesione che il discepolo dà alla persona di Gesù e alla Sua opera, lo trasforma identificandolo con Lui.

“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”.

Gesù, nel Vangelo di Giovanni, è la prima volta che menziona l’amore dei discepoli nei Suoi riguardi. La fede in Gesù suscita un’adesione personale che culmina nell’amore. Questo amore spinge ad amare i fratelli. “Chi non ama Gesù non può amare i fratelli; chi non ama gli altri, non ama Gesù“. Chi accoglie il comandamento nuovo: AMATEVI COME IO HO AMATO VOIlo deve rendere presente nella comunità, amando tutti.

Gesù è presente nella comunità, la guida e la protegge donando lo Spirito del Suo Amore. Il Suo Spirito rivela chi è Dio e chi è l’uomo; fa conoscere all’uomo qual è il progetto di Dio nei suoi riguardi e dà la forza per realizzarlo.

Lo Spirito, essendo esperienza di vita, dona al credente “la sensibilità per distinguere ciò che è vita e ciò che è morte” e fa comprendere che il Padre considera come figlio colui che ama Gesù e Gesù lo ama come fratello.

“CHI ACCOGLIE I MIEI COMANDAMENTI E LI OSSERVA, QUESTI MI AMA”.

Nell’Ultima Cena, il giorno in cui Gesù manifesta a tutta l’umanità il Suo Amore senza limiti, dona il comandamento nuovo:

Amatevi l’un l’altro come Io ho amato voi. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli“.

Gesù non dice: “amatemi” o “amate Dio“, ma “amatevi“. E’ una cosa inaudita! Prima di Lui si è insegnato che bisogna mettere Dio sempre al primo posto. Gesù, invece, mette al primo posto l’uomo.

“Per Gesù, per ottenere la salvezza, cioè la Vita eterna, non importa come ci si è comportati nei confronti di Dio, se si ha creduto o meno, se si ha pregato o no, ma importa come ci si comporta nei confronti degli altri”.

Avevo fame e mi avete dato da mangiare…“. Gesù si identifica con gli emarginati e con i bisognosi dell’umanità. “Gesù non dirà mai alla Sua comunità di amare gli altri perché negli altri c’è Lui, ma invita ad amare gli altri come Lui ha amato noi. Il cristiano non è quello che ama l’altro per amore di Gesù, ma con l’amore di Gesù! Noi, che abbiamo fatto l’esperienza di essere tanto amati, ci dirigiamo verso il fratello che è povero, nudo e bisognoso, non perché vediamo in lui Gesù, non perché ci aspettiamo una ricompensa, ma perché noi stessi che eravamo poveri e bisognosi, siamo stati già inondati dell’amore di Dio. Il cristiano è colui che ama con Gesù e come Gesù! Chi pensa di amare per Gesù tradisce la propria vita! ” (A.Maggi).

“Chi mi ama sarà amato dal Padre mio

e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.

Il cristiano che è amato da Dio deve percepire la Sua presenza, deve accogliere il Suo amore per trasmetterlo nel cuore di altre persone. Al credente cristiano il Padre dà lo Spirito senza misura. Lo Spirito, accolto, spinge il cristiano verso un cammino di amore che non avrà mai fine!

L’Amore di Dio accolto deve essere manifestato nel servizio donato ai fratelli. Se uno si sente amato da Dio è capace di amare come Lui. Il cristiano è continuamente nutrito dall’Amore di Dio lungo il cammino della vita.

Grazie Signore che ci nutri e ci accompagni!

 

Posted in Chiese, DOCUMENTI, LUOGHI, Notizie Recenti, PERSONE | Tagged , , , , | Leave a comment

IL PARROCO DON MARIO BLASI EVANGELIZZA LA QUARTA DOMENICA DI PASQUA ANNO A Gv 10,1ss

Evagelizzazione domenica IV Pasqua  a. A  don Mario Blasi Giovanni 10,1-10

“Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte è un ladro e un brigante”.

     Il Buon Pastore è contrapposto ai falsi pastori.

Il pastore vero entra nell’ovile dalla porta del recinto e conosce le pecore una ad una. Egli le conduce al pascolo e le protegge.

Gesù è il Vero Pastore che ha un rapporto di amicizia con i Suoi. Egli si prende cura perché i Suoi discepoli abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. Gesù è per il discepolo la via, la verità, la vita. Nessuno va al Padre se non per mezzo Suo. Egli è la porta  e per essa entrano i giusti.

Il cristiano deve comprendere che, senza l’unione profonda con Gesù, non può avere vera libertà e vita piena.

Gesù è il Vero Pastore. Egli pone il bene dell’uomo come valore straordinario. Egli solo guida gli uomini tutti alla vita vera ed ama tutti con un Amore infinito.

Tutti coloro che aprono il cuore a Lui e gli danno adesione piena, vivono con Lui e ad essi dona vita eterna.

I pastori non veri sono chiamati ladri e banditi. Sono ladri perché si appropriano di ciò che appartiene a tutti e si oppongono a ciò che Gesù è e a ciò che Egli fa praticare ai Suoi: far diventare di tutti ciò che appartiene a ciascuno. Essi sono ladri perché tolgono al popolo ciò che è di Gesù. Sono banditi perché usano violenza per sottomettere il popolo alle loro idee.

“Io sono la porta”.

Gesù è la porta che conduce alla realizzazione piena dell’uomo donando il Suo Amore. “Chi non ama fino a dare la vita non è pastore”. Gesù dona una vita traboccante perché ama. Chi si dona comunica vita.

La vita viene comunicata soltanto dall’amore che è dono di sé agli altri. Il massimo dono di sé è la piena comunicazione dell’amore”. “Entrare attraverso Gesù significa porre il bene dell’uomo come valore supremo e dedicarsi senza limiti a procurarlo”.

“Entrare dalla porta, che è Gesù, è lo stesso che avvicinarsi a Lui, dargli adesione, seguirlo e diventare come Lui una sola cosa nella dedizione al bene dell’uomo”.

Gesù si pone come modello per amare l’uomo. “Egli crea l’ambito dove l’uomo può essere libero e godere della Vita-Amore che Egli comunica” (da J.Mateos/J.Barreto).

MISERICORDIA E’ IL NOME STESSO  DI DIO

(Gv 10,1-10)

“Egli chiama le sue pecore una per una”.

Gesù è il vero Pastore: conosce ogni cuore e dona la vita per il bene di tutti. Egli non è come i pastori di Israele.

Il profeta Ezechiele diceva: “Guai ai pastori d’Israele che pascolano se stessi! Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato le ferite, non avete riportato le disperse, non siete andati in cerca delle smarrite… non li lascerò più pascolare il gregge” (Ez.34,2-5.10).

Solo Gesù è il Pastore vero! Egli conduce le pecore su pascoli erbosi e garantisce loro la vita. Egli solo guida gli uomini tutti alla pienezza della vita. Egli solo ama tutti di un Amore infinito. Tutti coloro che aprono il cuore a Lui e gli danno vera adesione vivono con Lui.

“Coloro che ascoltano la Sua voce sono quelli che il Padre gli affida. A questi Egli dona Vita definitiva”.

“Io sono la porta”.

Gesù è la porta che conduce alla realizzazione piena dell’uomo donando il Suo Amore.

Chi non ama fino a dare la vita non è pastore“. Gesù dona una vita traboccante perché ama: dona Se stesso.

Chi si dona comunica vita. “La vita viene comunicata soltanto dall’amore, che è dono di sé agli altri. Il massimo dono di sé è la piena comunicazione dell’amore”.

“Entrare attraverso Gesù significa porre il bene dell’uomo come valore supremo e dedicarsi senza limiti a procurarlo”.

“Entrare dalla porta, che è Gesù, è lo stesso che avvicinarsi a Lui, dargli adesione, seguirlo e diventare come Lui una sola cosa nella dedizione al bene dell’uomo”.

Gesù si pone come modello per amare l’uomo. “Egli crea l’ambito dove l’uomo può essere libero e godere della Vita-Amore che Egli comunica”. (da J.Mateos/J.Barreto).

“IN VERITA’, IN VERITA’ VI DICO: IO SONO LA PORTA DELLE PECORE”.

Gesù è la porta per entrare nel Regno. Tutti devono passare attraverso Gesù per avere la vita. Solo Lui ama e dona la vita. Chi dà adesione a Lui ha la vita che è quella della Risurrezione. Per questo motivo ogni cristiano sceglie Gesù con cuore sincero.

Nella società di oggi si è a contatto con i Musulmani, i Buddisti, gli Ebrei; per questo motivo per il cristiano c’è la possibilità di scelta, ma egli sceglie Gesù, dà adesione a Lui e al Suo messaggio. Perché sceglie Gesù? Che cosa ha il Suo insegnamento diverso dalle altre religioni?

Gesù, per la prima ed unica volta nella storia delle religioni, presenta un Dio che non chiede nulla agli uomini, ma un Dio che dà!”. “In tutte le altre religioni, Islam, Ebraismo e anche nelle filosofie come il Buddismo, l’uomo deve dare qualcosa a Dio, deve osservare delle leggi per essere a posto con Dio. Con Gesù non è più l’uomo che si toglie il pane per offrirlo a Dio, ma è un Dio che si è fatto pane per offrirsi agli uomini. Con Gesù non è più l’uomo che ha bisogno di essere puro per entrare in comunione con Dio, ma è l’accoglienza di Dio che rende puro l’uomo (A.Maggi). E’ per questo motivo che il cristiano sceglie Gesù e il Suo insegnamento.

“Noi non siamo al servizio di Dio, ma abbiamo un Dio a nostro servizio”: ‘Non sono venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita‘.

Gesù non vuole che si abbia a morire per Lui, ma con Lui e come Lui che dona la vita per amore di tutta l’umanità.

“Io sono venuto perché abbiano la vita

e l’abbiano in abbondanza”.

Gesù dona per amore una vita che, se accolta e vissuta, supera la morte. “Chi crede in me ha la vita“, “Io sono la Risurrezione e la Vita“.

Il cristiano ha una vita indistruttibile che deve manifestare realizzando il comandamento unico e sempre nuovo di Gesù: “Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi, da questo sapranno che siete miei discepoli“.

Il cristiano, con l’amore di Cristo nel cuore, lo Spirito Santo, deve attualizzare il messaggio di Gesù in tutte le nuove situazioni della storia.

Posted in Chiese, DOCUMENTI, LUOGHI, Notizie Recenti, PERSONE | Tagged , , , , , , , , | Leave a comment

BLASI MARIO PARROCO EVANGELIZZA QUINTA DOMENICA DI PASQUA Gv 14,1-12

Il parroco don Mario Blasi alla quinta domenica di Pasqua

V DOMENICA DI PASQUA(Gv 14,1-12)
“NELLA CASA DEL PADRE MIO VI SO MOLTI POSTI… IO VADO A PREPARARVI UN POSTO; QUANDO SARO’ ANDATO E VI AVRO’ PREPARATO UN POSTO, RITORNERO’ E VI PRENDERO’ CON ME”.

La vita di ogni uomo è un dono grande di Dio. L’uomo è lo splendore divino.

E’ volontà di Dio che questa creatura abbia la possibilità di essere rivestita della stessa realtà divina.

Con la morte e la Sua Risurrezione Gesù prepara un posto per i Suoi discepoli. Egli vuole riunire tutti i figli dispersi.

Tutti saremo riuniti in Dio non per i nostri meriti, ma per l’amore accolto e ridonato. In Lui avremo una vita piena. Questa vita piena la possiamo già avere all’interno delle nostre comunità.

Gesù dice: “Vi lascio la mia gioia, perché in voi sia traboccante“. Nella Prima Lettera di S.Giovanni si afferma: “Vi comunichiamo queste cose perché la nostra gioia sia piena“. Non dice “la vostra gioia sia piena“! “L’autore che ha fatto l’esperienza nella comunità cristiana, ci vuol far capire che la sua gioia è completa solo quando può annunciare agli altri questo messaggio”. “Quando c’è la conoscenza e l’incontro con la Parola di Gesù e con la Sua Persona, si scatena nell’uomo un crescendo di vita e di gioia che non è possibile contenere in sé e ha bisogno di prolungarsi verso ogni persona. Una volta che la persona è avvinta da questo amore non può non trasmetterlo agli altri. Gesù vuole che con Lui e come Lui amiamo le persone che incontriamo” (A.Maggi).

“Io sono la Via, la Verità, la Vita.

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.

Gesù è l’unica Via per ogni uomo per andare al Padre. Si entra nella vita intima di Dio per mezzo di Gesù. Egli, insieme al Padre, dona lo Spirito Santo che toglie dal cuore dell’uomo ogni cattiveria.

Lo Spirito è chiamato Santo perché separa nell’uomo il bene dal male e lo rende gradito agli occhi di Dio e dei fratelli.

Gesù è Via perché porta l’uomo alla pienezza della vita.

E’ la Verità perché fa incontrare l’uomo con Dio.

E’ la Vita perché è la pienezza dell’esistenza se la si accoglie con il Suo Amore nel cuore.

 (Gv 14,1-12) “Non sia turbato il vostro cuore. Io sono la via”.

I discepoli sono turbati perché Gesù aveva detto che sarebbe tornato al Padre.

Gesù, nel discorso dell’addio, li esorta a credere a amare. Credere in Dio Padre e in Lui.

La fede dei discepoli, in questo momento, è in pericolo. Gesù va alla morte e alla morte di croce: morte riservata ai maledetti da Dio e dagli uomini. In questo momento Gesù li esorta ad essere uniti nella fede. Egli è l’unica via per giungere al Padre ed esorta i Suoi a percorrere il cammino che ha tracciato.

Ogni uomo si realizza in Gesù. Il cammino è: AMATEVI. Gesù non dice Amatemi come io ho amato voi, ma: “Amatevi come io ho amato voi“.

Chi ama questa piccola e fragile creatura umana, ama Dio. Dio è inseparabile dall’uomo. Chi dice di amare Dio e non ama il fratello è bugiardo. L’amore per gli altri è l’unica prova della presenza nell’uomo dell’amore di Dio. Amare Dio è accettarlo negli altri. Se uno ama i fratelli, rende presente Dio in se stesso con la Sua gloria. Se l’Amore di Dio abita nell’uomo, l’uomo è intoccabile e merita il massimo rispetto.

Il cammino verso Dio è il cammino verso l’uomo. La massima solidarietà con l’uomo è il punto di arrivo a Dio.

L’Amore di Gesù per l’uomo è straordinario. La Sua morte in croce è il dono supremo di Dio all’umanità. “Non è tanto la donazione dell’Uomo Vero a Dio, ma è quella di Dio all’uomo“. L’uomo si realizza e “finisce di percorrere il suo cammino quando giunge ad essere dono totale di Dio agli altri.

“Io sono la verità”.

La verità è Gesù con il Suo messaggio. Il messaggio di Gesù con la Sua persona deve essere accolto e vissuto con amore e ridonato a tutti.

“Io sono la vita”.

La vita è la meta a cui porta il cammino.

Gesù è la vita perché la possiede in pienezza e la può comunicare. Gesù è la fine del cammino dove l’uomo con amore incontra la pienezza di Dio.

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede in me”.

     Da Gesù la comunità cristiana è chiamata a vivere senza timore anche se Gesù fra poco non sarà più presente fisicamente.

Gesù aiuta i Suoi discepoli a superare il turbamento per la Sua partenza. Gesù dice loro che l’amore di Dio è più forte di ogni debolezza umana: “Abbiate fede in Dio e abbiate fede in me”.

La fede è dono dell’amore di Dio accolto nel cuoreLa fede è fiducia in Dio Padre e nel Figlio. La fede in Dio nasce dal fatto che nella Casa del Padre vi sono molti posti. Dio ha una Casa stabile e sicura dove c’è familiarità con Lui. Il salmista dice: “Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco, abitare nella Casa del Signore tutti i giorni della mia vita per gustare la dolcezza del Signore”.

La fede è anche  forza contro la paura che viene dal maligno che spinge il fedele a non agire con amore ma con la forza dell’orgoglio.

L’amore di Dio vuole che tutti gli uomini siani salvi: nella Sua Casa c’è posto per tutti. Il posto nel mondo di Dio lo prepara Gesù. Egli, con la Sua Risurrezione, va al Cielo a preparare il posto, poi ritorna a prendere tutti coloro che hanno sofferto per il Vangelo.

Tutti devono condividere con Lui pienezza di vita. “Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove, ed io preparo per voi un Regno, come il Padre lo ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio Regno” (Lc.22,28).

“Io sono la via, la verità e la vita”.

Gesù è la via che conduce al Padre ed è la via per entrare in comunione con Lui.

Gesù è la verità, è la verità totale. Gesù rivela la piena realtà dell’uomo e la vera realtà di Dio.

Gesù è anche la vita. Egli è l’Unico che la possiede in pienezza e la comunica a chi ha il cuore buono. Gesù è la vita. Egli la dona al discepolo. Il discepolo la riceve attraverso la nuova  nascita con il Battesimo ad opera dello Spirito. “Questa nuova vita sperimentata e cosciente è la Verità che il discepolo percepisce in sé stesso ed in Dio”. Il cristiano è chiamato a percorrere la strada unica che è Gesù e deve conformare la vita alla Sua. “Ciò che in Gesù si trova definitivamente al culmine, nel discepolo è acquisizione graduale per la sua dedizione alla imitazione di Gesù. Il dono totale di sé corrisponde alla pienezza di vita e di verità, la fine del cammino dove la pienezza dell’uomo incontra la pienezza di Dio”.

LA VITA DI CRISTO, CERTEZZA CHE DIO E’ AMORE

Posted in Chiese, DOCUMENTI, LUOGHI, Notizie Recenti, PERSONE | Tagged , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a comment

Gesù Misericordioso della visione di santa Faustina in un dipinto da Salvatore Tricarico e donato al papa

Gesù misericordioso

LA DIVINA MISERICORDIA NEL DIPINTO DI SALVATORE TRICARICO in dono al papa Francesco

L’immagine di Gesù misericordioso, splendente di verità, bellezza e bontà, ebbe origine nella Congregazione delle suore della beata Vergine Maria della Misericordia con suor Faustina Kowalska, canonizzata da Giovanni Paolo II. Questo papa, a Vilnius (Lituania) nel 2002 ha benedetto santuario ed ha affidato le sorti del mondo alla Divina Misericordia. L’immagine esposta alla pubblica venerazione è derivata da un’apparizione che Suor Faustina ebbe a Plock (Polonia) il 22 febbraio 1931. Il dipinto fu realizzato dal pittore Eugenio Kazimirowscki ed esposto nell’aprile 1935 in una cappella della città di Vilnius. Raffigura il Risorto che dona la salvezza collegata con l’opera della sua Misericordia a favore di ogni persona, figlia di Dio.

Dal divin Cuore, squarciato sulla Croce con un colpo di lancia del soldato Longino, sgorgano l’acqua e il sangue che furono visti dall’apostolo Giovanni, come egli dice nel suo Vangelo (Gv 19, 34). Sono la sorgente della Misericordia che si espande, in vasti raggi, per donare vita a tutte le anime. Santa Faustina, in altra visione guardando l’Ostia santa dell’Eucaristica nella s. Messa, vide i raggi espandersi per far trionfare nel mondo intero la Divina Misericordia, manifestazione ultima del Cristo universale.

Il pittore Salvatore Tricarico, lucano, nato a Calvello di Potenza nel 1949 e vivente a Milano, nella fare la copia del dipinto, ha riprodotto la bellezza del Risorto, e con attenta devozione ha creato un’opera precisa, per dare la sua testimonianza all’anno del Giubileo della Misericordia, 2016. La fede suggerisce alle persone il culto dell’immagine luminosa del Cuore Risorto che irraggia ogni bene a favore di chi a lui si rivolge. La scritta originaria sotto il dipinto a Vilnius dice: “Gesù confido in te”. Le aspirazioni e le ansietà del mondo sono accolte in una sintesi liberatrice tra la terra e il Cielo. Cristo ci ama e va glorificato perché ci ha liberati con il suo sangue. Il perdono e la misericordia rendono solidali le persone con rispetto per la libertà delle idee altrui.

La bella figura di Gesù benedicente attrae l’attenzione degli oranti verso la luce della gloria della Resurrezione che si espande sul mondo con i due raggi che nascono uniti dal cuore da Lui toccato con la mano sinistra. Lo sfondo scuro è simbolo dell’umanità resa opaca dal male. Il volto radioso e circondato da un nimbo dorato, esprime la vita eterna compartecipata con tutti coloro che lo accolgono perché Lui è il vivente ed è vicino a ciascuna persona. Chi in Lui confida ha la liberazione dal male e condivide la sua gloria. Il credente rivolge lo sguardo al divin Salvatore che ha sofferto per amore, con la fiducia e la gioia che gli è ispirata dalla certezza del perdono e della Grazia. Il Risorto ha un patto di alleanza con ogni persona umana che in Lui spera. Le piaghe, che pur riverberano un po’ di timore, sono la prova del suo amore. La sua benedizione fa regnare la vita, la santità, la grazia del Paradiso.

L’immagine riprodotta in un dipinto su tela di cm 40×60 dal Tricarico, con la cornice che reca 12 segni per memoria dei dodici apostoli di Gesù, annunciatori del Vangelo della misericordia, arricchisce il patrimonio prezioso dell’arte cristiana contemporanea e l’autore ne vuol fare dono al papa Francesco. Scrive: “Gesù Misericordia, non potevo non dipingerlo in questo che è l’anno della Misericordia, il dipinto verrà donato a Sua Santità Francesco”.

Posted in Chiese, Documenti in cronologia, LUOGHI, Notizie Recenti, PERSONE | Tagged , , , | Leave a comment