Blasi Mario Parroco evangelizza domenica quinta T. O. anno B

V DOMENICA ORDINARIA(Mc.1,29-39)

“Subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la prese per mano e la alzò, la febbre la lasciò e si mise a servirli “.

Gesù esce dalla sinagoga di Cafarnao e si reca alla casa di Simone e di Andrea in compagnia di Giacomo e Giovanni.

La suocera di Simone giace a letto con la febbre. Alcuni informano Gesù della situazione. Egli si avvicina, non dice una parola, non comanda alla febbre, ma prende per mano l’inferma e le comunica la Sua forza, “la libera dalla febbre e l’abilita al servizio. L’effetto immediato del contatto con Gesù e dell’esperienza della Sua forza è l’attività che si concretizza nel servizio dei presenti. Il servizio a tutti i membri della comunità è la caratteristica della sequela di Gesù e della presenza del Regno” (J.Mateos/F.Camacho).

Il vero discepolo di Gesù è chi serve con amore il fratello nella comunità. Il Regno di Dio si diffonde con l’amore di Cristo nel cuore portato ai fratelli. Gesù comunica al credente il Suo Spirito di amore: amore che elimina il male e dona la forza per servire il fratello. Nella comunità tutti devono servire i fratelli nelle diverse necessità: portare a Gesù quelli che hanno bisogno di Lui e spendere la vita a vantaggio di tutti.

Tutti i credenti in Cristo sono chiamati ad agire con il Suo amore nel cuore per rendere lieta la vita di ogni uomo.

“Curò molti che stavano male con diverse infermità e scacciò molti demoni “.

Gesù mette il bene dell’uomo al di sopra di ogni cosa.

“Gesù cura e libera senza mettere condizioni. Gesù non si disinteressa del dolore degli uomini. Egli elimina tutto ciò che diminuisce la vita o porta alla morte. Gesù elimina ogni forma di ostacolo alla pienezza e al benessere dell’uomo. Le infermità non provengono da Dio, né dalla Sua volontà, ma sono contrarie al Suo disegno; la signoria di Dio è una forza che tende a restituire ad ogni uomo la sua integrità e ad eliminare la sua infelicità” (J.Mateos/F.Camacho).

Ogni cristiano è chiamato ad imitare Gesù nel servire i fratelli con amore nelle necessità materiali e morali.

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EPIFANIA DEL SIGNORE Don Mario Blasi evangelizza Mt 2

EPIFANIA DEL SIGNORE   (Mt.2,1-12)

 

“Entrati nella casa, videro il Bambino con Maria sua Madre e prostratisi lo adorarono “.

     I Maghi sono personaggi molto cari alla tradizione cristiana.

C’è una cosa che stupisce: i pagani venuti da lontano lo vedono e lo adorano.

Gli apostoli, che sono stati sempre con Gesù, lo riconoscono Signore dopo la Sua morte e Risurrezione! “Sul monte lo videro e si prostrarono innanzi” (Mt.28,17).

I pagani lo riconoscono Signore appena nato.

 Gli apostoli lo riconoscono Signore dopo la Risurrezione.

“Maria e Giuseppe si trovavano a Betlemme dove Gesù è nato. I sommi sacerdoti e gli scribi della vicina Gerusalemme hanno già informato Erode, che ha espresso il desiderio di adorare il Re dei Giudei nel luogo dove questi è nato. Ma da Gerusalemme nessuno si muove! L’atteso Messia è lì, a due passi. Veramente una visita c’è, ma non è quella attesa. Gli unici che si recano nella casa di Betlemme sono alcuni Maghi giunti da Oriente.

Lo sconcerto che dei Maghi fossero stati  primi ad adorare Gesù, ha portato infatti i primi cristiani a cercare di nobilitare tali personaggi, elevandoli alla dignità regale. In seguito si è provveduto a trasformare l’imbarazzante termine Maghi, che era adoperato nella lingua greca per indicare i ciarlatani e gli imbroglioni nel più innomeo Magi (unica volta che il greco Magoi-Maghi è tradotto Magi).

In base ai doni poi si stabilì il loro numero e si trovarono perfino i nomi: Gaspare, Melchiorre , Baldassarre: uno bianco, uno nero, uno meticcio.

Con la presenza dei Maghi l’Evangelista intende invece affermare che i primi e gli unici a rendere omaggio al Re dei Giudei sono stati i pagani. L’estensione del Regno di Dio pure ai pagani e ai peccatori viene raffigurato nei doni offerti a Gesù.

OROomaggio regale. I pagani riconoscono Gesù come loro sovrano. Il Regno di Dio non è limitato a quello d’Israele, ma si estende a tutta l’umanità, pagani e peccatori compresi. Tutti sono amati da Dio qualunque sia la religione o la condotta.

INCENSOelemento specifico del servizio sacerdotale. Il privilegio di essere popolo sacerdotale non è più riservato ad Israele, ma va esteso a tutti i popoli.

MIRRAprofumo, simbolo dell’amore della sposa per lo sposo.

L’onore di essere popolo sposo del Signore non è più d’Israele, ma viene esteso a tutte le nazioni pagane”.

    (da A.Maggi)

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Terza domenica tempo ordinario anno B Blasi Mario evangelizza Marco 1,14 ss

III DOMENICA ORDINARIA(Mc.1,14-20)
“Dopo che Giovanni Battista fu arrestato… Gesù diceva: è arrivato il tempo giusto, è vicina la signoria di Dio”

A Giovanni Battista la libertà è tolta, la sua voce è soppressa. Il vero profeta dà sempre fastidio. “Il potere spegne la voce di Giovanni Battista, ma sorgerà una voce più forte, quella di Gesù”.

“Per i potenti di questo mondo gli strumenti del potere sono tre:

– La capacità di intimorire che usa la violenza e la coazione e minaccia col castigo. La sottomissione per timore rende codardi.

– La capacità di ricompensare che compra l’adesione con la promessa di stima, di ricchezze e di onori, sfruttando l’ambizione degli altri. La sottomissione per ambizione rende spregevoli.

– La capacità di convincere, che inculca un’ideologia che esalta il potere e presenta l’obbedienza e la sottomissione come un bene desiderabile; sfrutta l’ignoranza e la mancanza di spirito critico. La sottomissione per ignoranza o spirito critico rende infantili, gregari” (J.Mateos/ F. Camacho).

Il potere, per Gesù, è tutto il contrario, è un servizio per la crescita dell’uomo. Gesù “rifiuta la posizione di dominio del potere e mette in guardia i suoi contro ogni ambizione di rango. Non si impone ai suoi discepoli, li tratta da amici; considera tutti i suoi seguaci come familiari. Invece di dominare, Gesù mette la Sua vita a servizio degli altri e fa del servizio il distintivo dei suoi seguaci” (J.Mateos/ F. Camacho). Con Gesù c’è la svolta: il Regno di Dio entra nella storia. “La signoria di Dio si realizza in ogni individuo attraverso la comunicazione dello Spirito: Egli battezzerà con Spirito Santo. Il Regno di Dio viene costruito con quelli che lo accolgono. La signoria di Dio si fonda sulla partecipazione dello Spirito di Dio che deve portare gli uomini ad aderire alla condotta e all’operato di Gesù” (J.Mateos/ F. Camacho).

Gesù proclama una società nuova e giusta, degna dell’uomo. Questa società si realizza con la collaborazione di tutti.

“Convertitevi!”

“Gesù non si presenta come un capo rivoluzionario, esorta senza far ricorso all’imposizione o alla violenza“.

Il Regno di Dio entra nella storia ma esige la risposta libera dell’uomoIl messaggio evangelico va proposto con amore, ma mai imposto. Il vero cristiano accoglie il messaggio di Gesù con amore, lo vive nella letizia e lo ridona con gioia ai fratelli.

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Don Mario Parroco evangelizza Giovanni 1, 35 ss. seconda domenica T. O. anno B

II DOMENICA ORDINARIA(Gv.1,35-42)

“Fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: Ecco l’Agnello di Dio “.

Giovanni Battista si trova in compagnia di due suoi discepoli che attendono il Salvatore. Vede Gesù che passa e lo indica ai suoi discepoli. Essi ascoltano la Parola del loro maestro e seguono immediatamente Gesù.

Il vero testimone suscita vocazioni.

La parola di Giovanni è luce per loro; la sua testimonianza è forza che spinge a seguire Gesù.

La testimonianza sincera fa incontrare il Signore.

“Essi (i discepoli di Giovanni) passano dal Precursore al Messia”. “E’ il momento del cambio”. Gesù sta per iniziare la Sua missione.

Chi incontra Gesù e si lascia coinvolgere da Lui va verso la vita. Chi incontra Gesù e non si lascia scegliere, si allontana dalla vita. Chi dà adesione sincera al Signore accoglie il Suo Amore. Il Suo Amore accolto è la nostra fede. Chi accoglie il Suo Amore e lo ridona è il vero discepolo.

Gesù percepisce di essere seguito, si volge e interroga:

“Che cercate?”.

Gesù si interessa dell’uomo e l’uomo, sentendosi amato, va alla ricerca del Salvatore. L’uomo non può raggiungere la meta se non c’è l’iniziativa di Gesù. “Che cercate?” è una domanda valida per gli uomini di ogni epoca. Gesù “chiede ai due che cosa cercano, che cosa si attendono da Lui, e che cosa credono che Egli possa dare loro”. Gesù è la vita per ogni uomo e questa vita deve risplendere nella piccola creatura umana.

Chi accoglie l’amore di Cristo manifesta la bellezza divina nella propria vita e nel creato. Questa bellezza divina si deve diffondere. L’Amore di Cristo accolto deve essere ridonato. Il credente, che percepisce di essere amato, non può tenere chiuso nel suo cuore questo amore, lo deve trasmettere ad altre persone.

Andrea, uno dei discepoli che ha seguito Gesù e che ha avuto con Lui un’esperienza di vita, sente la necessità di comunicare questa esperienza al fratello Simone e lo conduce da Gesù.

Il credente, oggi, incontra il Signore nell’Eucaristia. “Abbiamo trovato il Messia”, dice Andrea a Simone. Parla usando il plurale perché nella comunità con altri fratelli si deve fare l’esperienza del Cristo risorto e la comunità deve trasmettere la gioia di questo incontro.

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Battesimo di Gesù nell’evangelizzazione di don Mario Blasi Parroco

 GENNAIO
BATTESIMO DEL SIGNORE  (Mc.1,7-11)

“Io vi battezzo con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo “.

Il Battesimo di Giovanni Battista è un Battesimo di penitenza. Egli immerge l’uomo nelle acque e il passato peccaminoso viene distrutto. L’uomo purificato si prepara così a ricevere il Messia.

“Giovanni dispone solo di acqua, mentre Colui che viene dispone dello Spirito di Dio, che è la forza divina” (J.Mateos/ F.Camacho).

Il futuro Messia immerge l’uomo in Dio con la forza dello Spirito e gli comunica vita e amore. La forza dello Spirito crea l’uomo nuovo, diventa figlio di Dio e porta frutto.

Giovanni Battista prepara il popolo ad accogliere Colui che cambierà il corso della storia.

“L’avvenimento che segna la nuova epoca è: la presenza di Gesù, la Sua attività, la Sua morte e la Sua Risurrezione.

Da Nazareth e dalla Galilea Gesù va al Battesimo di Giovanni. “La Galilea era la provincia religiosamente meno osservante, socialmente più oppressa, politicamente più inquieta. Era la culla e il rifugio del movimento zelota, fortemente nazionalista e antiromana. I suoi abitanti godevano la fama di uomini vigorosi, fieri e amanti della libertà”. Gesù “arriva al Giodano, Egli è solidale con quelli che rompono la vita peccaminosa, ma il Suo Battesimo acquista un valore diverso. Egli non confessa i peccati, non ha bisogno di rompere con il passato, non ha bisogno di cambiare vita, non deve morire al peccato. Il Suo Battesimo è un simbolo di morte, non per il passato, ma per il futuro. Esprime la Sua disposizione all’offerta totale di Sé. Gesù si impegna a compiere la Sua missione a favore degli uomini e per realizzare questa impresa è disposto a non risparmiare la Sua vita”. L’impegno di Gesù è gradito a Dio:

“In te mi sono compiaciuto”.

L’impegno di Gesù squarcia il cielo, rompe la frontiera tra Dio e l’uomo”. Su Gesù scende lo Spirito che porta l’uomo alla pienezza della vita. Gesù è “il Figlio unico ed amato, la cui morte per il bene degli uomini esprime l’amore di Dio per l’umanità”. Tutti i cristiani devono dare l’adesione a Gesù con l’offerta di se stessi per una missione come la Sua, collaborando con Lui per la salvezza dell’umanità.

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Epifania Matteo 2 Don Mario Blasi evangelizza

6 GENNAIO
EPIFANIA DEL SIGNORE(Mt 2,1-12)

“Dov’è il Re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto la sua stella e siamo venuti per adorarlo”.

“Per Matteo i maghi, quelli che la religione dichiara esclusi dalla salvezza, sono i primi a rendersi conto della presenza di Dio nell’umanità e ad informare i giudei che, anziché rallegrarsene, si allarmano: Erode si spaventò e con lui tutta Gerusalemme. Erode convoca i sommi sacerdoti e gli scribi per informarsi sul luogo in cui doveva nascere il Messia: questo titolo rivela che quel che teme Erode e con lui Gerusalemme è il Messia liberatore d’Israele. Il terrore che li coglie è lo stesso che, secondo la tradizione, prese il faraone e tutti gli egiziani alla notizia della nascita di Mosè recata loro dai maghi: l’arrivo del liberatore gettò nel panico i dominatori che decisero la mattanza di tutti i bambini ebrei (Es.1,16-22). Ora, l’annuncio della nascita del Re dei giudei allarma Erode e con lui tutta la città si spaventa” (A.Maggi).

I maghi, informati, riprendono il cammino. I sommi sacerdoti, gli scribi e i farisei, conoscono la meta, ma non vanno.

I lontani, che all’ultimo momento conoscono la Sacra Scrittura, credono, vanno e trovano con immensa gioia il Redentore.

Erode non è tranquillo, è turbato. E’ un bugiardo. E’ un re che non è degno di stare sul trono. Lo ha usurpato. Manda a cercare il Bambino, non per adorare, ma per uccidere.

“I Magi, entrati nella casa, videro il Bambino con sua madre… e lo adorarono”.

I Magi non sono entrati in una reggia, ma in una casa comune dove risiede il Dio-con noi.

Anche le nostre case sono case comuni, ma in esse deve albergare con gioia il Dio-con noi: Gesù.

I Magi vedono il Bambino e la Madre: è la coppia regale. Giuseppe, il custode, è nascosto. I Magi si prostrano, manifestano il loro omaggio donando oro, incenso e mirra. Ritornano gioiosi alle loro terre.

Gesù, se accolto, dona gioia ad ogni uomo. Egli è Amore, amore che deve entrare in ogni persona per essere ridonato ad altri fratelli. L’Amore di Gesù accolto nel cuore rende gradito l’uomo a Dio e agli uomini.

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LA FEDE CRISTIANA TESTIMONIATA DAL MARTIRE STEFANOI. MEMORIA AD ANCONA.

Il martire santo Stefano e Ancona. La cattedrale di Santo Stefano è considerata la prima chiesa cattedrale della città di Ancona. Fin dal primo secolo si ricordano presenti i cristiani ad Ancona.

Sant’Agostino, nel Discorso 322, nell’anno 425 narra: «”…nel mio peregrinare raggiunsi pure Ancona, città dell’Italia, dove il Signore opera molti miracoli per l’intercessione del gloriosissimo martire Stefano …. Quando santo Stefano veniva lapidato erano pure presenti alcune persone innocenti, soprattutto coloro che già avevano creduto in Cristo. Si dice che una pietra gli avesse raggiunto un gomito e, rimbalzata di lì, fosse finita davanti ad un uomo religioso. Questi la prese e la conservò. Quell’uomo era marinaio di professione; un caso fortuito, proprio del navigare, lo sospinse sul lido di Ancona e gli venne rivelato che quella pietra doveva essere lì riposta. Quello assecondò la rivelazione e fece ciò che gli era stato ordinato: da questo fatto vi si edificò una cappella in onore di santo Stefano… essendo stato quello il luogo della rivelazione, là doveva restare la pietra rimbalzata dal gomito del Martire, in quanto, in greco, “gomito” suona ankòn. Ma a renderci bene informati siano proprio coloro che sanno quanti miracoli avvengono in quel luogo. Tali miracoli cominciarono a verificarsi colà solo dopo che fu rinvenuto il corpo di santo Stefano”.

Questa memoria è stata scritta dopo che nel 415 fu rinvenuto il corpo del primo cristiano martirizzato testimone della risurrezione di Gesù Figlio di Dio, Messia redentore del popolo di Dio. Si ricorda che vivente Gesù fu martirizzato Giovanni il Battista e Precursore del Vangelo.

“Martire cristiano” significa testimone della fede in Cristo e diffusore della Chiesa nell’annuncio del Vangelo. Stefano era un discepolo che aveva ascoltato la predicazione di Gesù e aveva  assistito anche alla sua moltiplicazione dei pani. La vicenda del suo martirio è narrata negli Atti degli Apostoli capitoli 6 e 7.

Per potenziare il servizio alla Parola di Dio e alle mense per i bisognosi, gli apostoli stabilirono sette diaconi a Gerusalemme. Stefano era il diacono che faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Molte erano le conversioni a Gesù Messia e una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Il tribunale del Sinedrio a Gerusalemme ha fatto catturare Stefano che nel dichiarare la sua fede ha raccontato ai giudici la storia compiuta da Dio con il popolo ebraico per mezzo di Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe e come aveva fatto uscirne questo popolo tramite Mosè dalla terra d’Egitto per donargli la terra promessa. Il compimento delle promesse antiche dell’alleanza di Dio con il suo popolo si stava realizzando con il Figlio di Dio incarnato, Gesù risorto.

Nel sinedrio c’era anche il giudice Gamaliele che era stato maestro di Stefano e dichiarava, con retta intenzione di giustizia, che i fedeli in Cristo dovevano essere lasciati liberi, dicendo: “ Se la loro è opera di origine umana, verrebbe distrutta. Ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli”.

Quasi tutti i giudici che tengono il processo considerano Stefano un traditore che ha rinnegato la Legge e il Tempio, lo insultano, lo colpiscono, lo feriscono, lo coprono di sputi; ma Stefano tace, resta calmo e dignitoso, estatico, dice: “ Ecco, vedo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio”. Calpestato, ferito, Stefano è trascinato nel vicino cortile.

Gamaliele disapprova nel suo cuore la violenza ingiusta e tace, ma condivide il significato del discorso fatto da Stefano, per protesta si allontana dai sinedristi. Il giovane Saulo (Paolo di Tarso) difende convintamente la condanna, presente  all’uccisione, mentre Stefano lo guarda in modo benevolo. I giudici lanciano una grandine di selci aguzze e di sassi fino a coprire tutto il corpo di Stefano che prega: “Signore mio, Gesù, ricevi lo spirito mio”. Spirando sotto i colpi prega la misericordia divina a favore dei suoi carnefici: “Signore, Padre, perdonali; … per questo peccato …”

La pace, la serenità e lo spirito che Dio dona al martire Stefano fanno meditare Gamaliele su quella vicenda muovendolo alla ricerca di verità, luce, giustizia e alla fine professerà la sua fede cristiana. San Paolo che si era messo ad imprigionare i cristiani, è stato fermato sulla strada verso Damasco dalla visione di Gesù Cristo e si è convertito.

 

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NATALE. COME NACQUE GESU’ CRISTO IL FIGLIO DI DIO IN CARNE UMANA

25 dicembre – NATALE –

La data 25 dicembre presso gli Ebrei, secondo l’editto di Giuda Maccabeo del 164 avanti Cristo celebrava la dedicazione del Tempio di Gerusalemme ove era presente Dio e ricordava l’elezione del nuovo altare degli olocausti. Novità nell’era cristiana con la nascita della Luce del mondo, come dicono i Vangeli.

Tra i racconti mi è utile usare “L’Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta (vol.3° 314s).

Giuseppe con la sposa Maria percorrono la strada verso Betlemme. Maria in groppa a un asinello ed è in maternità al nono mese. Mentre Giuseppe avverte il freddo pungente e i disagi della strada dissestata, piena di buche, Maria è serena, sorridente, con ardore celestiale, le sembra di procedere nel cammino sorretta dagli angeli, riposata in Dio. A lato della strada presso la tomba di Rachele (che esiste tuttora un cubo sormontato da una piccola cupoletta tonda) si fermano per rifocillarsi con un poco di pane e di olive, dato che è l’ora della cena. Dal campo veniva avanti il pastore Elia con le sue pecore e Giuseppe che ha molta cura di Maria gli chiede del latte. Il pastore si ferma a mungere il latte caldo e ristoratore che è ben accolto. Arrivati a Betlemme, città dal nome che significa Casa del pane, cercano ospitalità, in molte abitazioni, ma non ottengono nessuna accoglienza. Indubbiamente secondo la profezia a Betlemme doveva nascere Colui che avrebbe dato il Pane vero al mondo che muore di fame spirituale, come scrive la Valtorta. Ma a questi santi sposi dà ospitalità la natura amica, in una grotta dei ruderi della Torre di David e vicino a un rivolo d’acqua, tra pietre e piante. La legna serve per riaccendere fuoco in un angolo. Ma in quella notte, una luce splende splendida sorge sopra la grotta, più forte di ogni faro, splendida. Maria entra nella grotta dove vede un bue in un lato e si avvicina per sentire un po’ di calore e per appoggiarsi al fieno. Con questo fieno Giuseppe sfama l’asinello e fa anche un letto asciutto vicino a Maria. Di lato al focolare mangiano il pane e il formaggio che portano. Poi Giuseppe mette il suo mantello per fare ostacolo all’apertura. Allora il sonno gli sopraggiunge per la stanchezza. Maria, vicino al bue e all’asinello, entra in un’estasi paradisiaca, in un oceano di luce di gioia, di pace, di amore, nel preconoscimento di Dio mentre tante scintille di luci brillano davanti a lei. Ecco vede sopra di lei il Neonato e lei lo abbraccia. Poi lo dà a Giuseppe che si avvicina e prende l’Infante e lo fa riposare sul suo cuore. Con l’occorrente portato Maria fascia Gesù e lo adagia nel fieno. Si inginocchiano in adorazione. Poco dopo, attratti dalla luce splendida e dalla voce di un angelo arrivano i pastori con il loro odore di umanità, di greggi e di fieno. Gli angeli cantano ovunque fra i loro fulgori fulgenti: “Gloria di Dio nell’alto dei cieli e agli uomini che egli ama”. Poi i pastori riescono a procurare un migliore alloggio per la santa Famiglia, presso la casa di Anna

 

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I LUOGHI PERCORSI DAL MESSIA GESU’ CRISTO NELLA PREDICAZIONE E MIRACOLI FINO ALL’ULTIMA SETTIMANA DELLA VITA PUBBLICA

I numeri SERVIRANNO per l’indice dei nomi propri, in altro testo

I LUOGHI PERCORSI DAL GESU’ MESSIA DURANTE I TRE ANNI DI VITA PUBBLICA FINO ALL’ULTIMA SUA SETTIMANA (della PALME)

Premessa: I viaggi compiuti da Gesù per evangelizzare sono qui sintetizzati soltanto per i toponimi usando “Il Vangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta (scaricabile sul sito: Centro Editoriale Valtortiano) con gli indici e la carta della Palestina di Hans G. Hopfen (1983). Per la cronologia sono state rielaborate le date da quelle di Pasqua dei tre anni in cui Gesù predica e risana 29, 30, 31. Si vuol tener presente che Gesù festeggiava realmente con il suo popolo oltre alla Pasqua anche le feste di Pentecoste, delle Capanne a ottobre e le Encenie il 25 dicembre, elementi certi della sua cronologia.

Qui i numeri segnati soltanto per l’indice. Per il Natale è chiaro che a Gerusalemme ogni anno il 25 dicembre si celebrava la festa dei lumi (luci) o della Purificazione o Dedicazione del Tempio (Gv 1, 10,22) ed erezione del nuovo Altare degli olocausti festa delle “Encenie”. Come riferisce s. Agostino nell’Omelia 48 ‘enceniare’ significava indossare una cosa nuova. Il Figlio di Dio ha indossato la carne umana. Lui tempio della Trinità è altare sacerdote e vittima della nuova ed eterna alleanza.

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Nell’anno 5 (3?) avanti Cristo, la santa Famiglia

Mt 1,18ss; Lc 1,26-38

1                      L’angelo Gabriele è mandato da Dio a Nazaret a parlare con Maria che era pienamente investita dall’amore infinito di Dio, la sua più amata, la più amabile delle creature umane e la più capace di amare Dio e le altre persone tutte. Gabriele fa l’annuncio dentro la casa paterna di Maria che dichiara: “Eccomi, sono la serva del Signore”. Il concepimento è opera dello Spirito Santo. Gesù è il Messia, il Figlio di Dio, la cui incarnazione avviene a Nazaret. <Considerazione sull’incarnazione dei Figlio di Dio il 25 marzo <anno 3?5?a.C.> era Pasqua ebraica per riferimento a Gesù Messia nell’ultima sua cena pasquale stabilisce la sua immolazione per la nuova ed eterna alleanza al 25 marzo anno 34>.

La beata Maria si sposa in seguito con Giuseppe di Giacobbe, discendente della famiglia del re David che per il censimento va a Betlemme luogo di origine della famiglia sua e residenza dei suoi parenti.

2                      La beata Vergine si reca ad Ebron (Beith Zacharia? Ain Karim?) in casa del sacerdote Zaccaria, marito della cugina Elisabetta (Lc 1,26-38) che dopo tre mesi partorì Giovanni, detto il Battista (Lc 1,39-80).

3                      A motivo del censimento, tre mesi dopo, a Betlem di Giudea, dalla beata Maria che aveva sedici anni, nasce il bambino Gesù che è la luce del mondo (Mt 1,18-25; Lc 2,1-21; Gv 1,1-18). Il parto di Gesù avviene nei resti della torre del palazzo di David. In una straordinaria luminosità del cielo, gli angeli cantano: “Gloria a Dio nell’alto dei Cieli e pace agli uomini amati dal Signore”. Essi danno l’annuncio che era nato il Salvatore ai pastori che si recano alla grotta e si inchinano in adorazione del neonato. Essi procurano a Giuseppe, Maria e Gesù un alloggio più adeguato presso l’abitazione di Anna.

4                      Dopo otto giorni Gesù è presentato a Gerusalemme al Tempio per la circoncisione che è segno dell’Alleanza di Dio, ad opera di Simeone che proclama Gesù come luce che rivela Dio alle genti ed è la gloria del suo popolo Israele (Lc 2, 21-36).

Anno 4?;2? a. C. (Mt 2)

5                      A Betlem, quando Gesù ha poco meno di un anno di età, viene onorato e adorato da tre Savi, detti i Magi che trovano l’alloggio della famiglia di Gesù perché guidati da una stella ed offrono al bimbo oro, incenso e mirra (Mt 2,1-12)

6                      Il re Erode da Gerusalemme ordina la strage degli infanti nel suo regno (Mt 2,16-18).

7                      Giuseppe avvertito da un angelo fugge con i familiari in Egitto (Mt 2,13-15) e festeggia il primo genetliaco di Gesù a Matarea, dove la santa Famiglia rimase per oltre due anni.

Anno cca.1 d. C.

(Mt 2,19-23)

8                      Con i genitori, Gesù che ha un’età oltre i tre anni, fa ritorno dall’Egitto a Nazaret nella casa materna, quella della sua annunciazione. Qui, durante l’infanzia è ammaestrato dal padre legale Giuseppe e dalla madre Maria Vergine che istruisce insieme i nipoti Giuda Taddeo e Giacomo. A Nazaret Gesù è gradualmente avviato al lavoro dal padre.

Anno cca. 11 d. C  (Lc 2,39-52)

9                      Gesù che va sempre crescendo e si fortifica pieno di sapienza, mentre la grazia di Dio era con lui, ora maggiorenne, nella sua dodicesima Pasqua va con i genitori a Gerusalemme e resta nel tempio a discutere con i dottori della Legge.  “Queste pietre riudiranno la mia voce e fremeranno alla mia ultima parola”. Rintracciato da Maria e Giuseppe torna a Nazaret e svolge una vita nascosta in famiglia.

Anno 27 da ottobre e anno 28 gennaio (Mt 3; Mc 1,1-13; Lc 3; Gv 1,19-34)

10                    Giovanni Battista predica la parola di Dio e battezza al fiume Giordano. Anche Gesù va a ricevere il battesimo di conversione al guado di Betabara.

Vita pubblica di Gesu’ in tre anni dall’anno2 8 al 31

Anno 28 gennaio febbraio (Mt 4,1-18; Mc 1,14s; Lc 4)

11                    Dopo il battesimo Gesù digiuna, prega ed è tentato da satana nel deserto della Samaria.

12                    Ritorna in Galilea e a Nazaret dove proclama nella sinagoga che adempie l’anno di Grazia. Parte da Nazaret, dopo la morte del padre Giuseppe e dopo la festa del 25 dicembre, suo trentesimo compleanno.

Gesù nel primo anno della vita pubblica si manifesta soprattutto come Uomo-Maestro, il Sapiente che chiama alla Sapienza con umanità perfetta e intellettuale perfezione. Prosegue la preparazione alla missione.

Anno 28 marzo: attività di Gesù in Galilea

(Mt 4,18-25; 8, 14-17; Mc 1,14-45; Lc 4 – 6,1-19; Gv 1,35-2,1-12)

13                    Gesù incontra i primi discepoli prediletti, futuri apostoli: Giovanni e Giacomo di Zebedeo sulla via di ritorno in patria al guado di Betabara; a Cafarnao Pietro e Andrea; a Betsaida (Gv 1, 44) Filippo e Natanaele (detto Bartolomeo). A Cana, il primo miracolo a una festa di nozze.

Anno 28 marzo 25 e aprile (Gv 2,13-25)

14                    Per la Pasqua ebraica (25 marzo) Gesù al tempio sta con i primi sei seguaci e caccia per la prima volta i mercanti della casa di Dio. Guarigione, al Getsemani, di Simone lo Zelota, lebbroso, che sarà unito agli altri primi discepoli. Incontro con Tommaso e Giuda di Keriot. Giuda viene rimandato a riflettere meglio, Tommaso viene trattenuto. Giuda Taddeo (cugino di Gesù stesso) e Simone Zelote cananeo, accettati discepoli al Giordano. In Galilea.

15                    Ritorno di Gesù a Nazaret con il cugino Giuda Taddeo e i sei discepoli galilei senza Simone Zelote e Tommaso.

Anno 28 maggio

16                    Dopo la pesca miracolosa presso Cafarnao, Gesù si reca a Gerusalemme per la Pentecoste (maggio 13). Gesù sta solo al Getsemani e viene ritrovato dagli Giuda di Keriot, che insiste per essere accettato discepolo. Gesù cerca di istruirlo. Miracolo alla porta dei Pesci. Gesù al Getsemani viene raggiunto da Giovanni di Zebedeo.

17                    Gesù, Giovanni, Simone e Giuda nella Giudea meridionale; a Betlemme cacciati.

18                    Si incontra con i pastori Elia, Levi e Giuseppe nelle alture verso Ebron.

19                    A Jutta viene guarito il pastore Isacco, festose accoglienze.

20                    Ebron Gesù viene cacciato dal sinagogo.

21                    A Keriot, Giuda ha fatto preparare pompose accoglienze per onorare Gesù come il re terreno potente, sentendosi già suo futuro ministro.

22                    Nel deserto di Giuda, Gesù sosta sul monte del digiuno e presso il masso delle tentazioni.

23                    Al guado di Betabara si incontra con i pastori discepoli del Battista imprigionato.

24                    Va a Gerico e poi ritorna verso Gerusalemme.

25                    Primo incontro di Gesù con Lazzaro a Betania.

26                    Da Doco, dove Gesù incontra Isacco, va dal pastore Giona nella pianura di Esdrelon.

27                    Gesù ritorna a Nazaret, dove istruisce i primi discepoli. Evangelizzazione intorno al lago di Genezaret con chiamata di Matteo. Ammaestra i futuri apostoli. Ritorna a Nazaret.

28                    Presso Cana guarisce Giovanna di Cusa e viaggia alla ricerca dei pastori sul Libano, e da lì verso una città marittima (Sicaminon o Tolemaide?).

29                    Ritorna a Nazaret, dove Gesù, male accolto nella sinagoga, è il cacciato verso il picco nordoccidentale della città.

30                    Gesù a Tiberiade e nei pressi del lago di Meron. Ritorna a Nazaret.

31                    Gesù viaggia in carro fino a Jabboc, oltre Giordano, per andare da lì a Gerico, dove si ritrova con l’Iscariota.

Anno 28 settembre

32                    Gesù raggiunge Betania prima della festa dei Tabernacoli.

33                    Gesù al convito di Giuseppe ad Arimatea, incontra Gamaniele ed altri sinedristi.

34                    A Gerusalemme, Gesù è raggiunto di notte da Nicodemo al Getsemani.

35                    Ciclo di prediche sul Decalogo all’Acqua Speciosa. Per la festa del 25 dicembre riceve una lettera della mamma Maria. Si ferma in casa di Lazzaro, dove viene evocata l’alba del Cristo.

Anno 29

36                    Gesù nel secondo anno del suo ministero pubblico si manifesta in particolare come il Salvatore e l’Amico, il Misericordioso che passa accogliendo, perdonando, compatendo, sopportando. Prepara il nucleo delle discepole (iniziato dalla mamma beata Maria). Prepara anche i discepoli con un ritiro nelle montagne di Arbele, alla loro missione di apostoli, seguita dalla loro elezione apostolica.

37                    Da Emmaus montava viaggia in Samaria: Sicar e Sichem, e al pozzo di Giacobbe.

38                    Gesù dopo un miracolo va ad Enon per una visita al Battista già liberato.

39                    A Nazaret, poi a Cana con un ufficiale regio.

40                    A Cesarea Marittima guarisce la bambina di Valeria.

41                    Molti miracoli intorno al lago di Genezaret.

42                    A Tiberiade da Giovanna di Cusa.

43                    Forma il nucleo delle discepole a Nazaret.

44                    Ciclo dei discorsi della Montagna. Chiama Elia di Corozim che lascia tutto, anche la sepoltura del padre, per seguire Gesù. Gesù predice a Pietro l’infallibilità in ciò che è cosa del Regno di Dio, e spiega a parte che lui non concede dogmi a chi non lo meritasse. Riceve la notizia della seconda cattura del Battista.

45                    Evangelizzazione intorno al lago di Genezaret: tempesta sedata sul lago e liberazione dei due indemoniati geraseni dai demoni, che entrano nei porci e si precipitano nel lago.

46                    Viaggio da Tarichea verso il monte Tabor dove Gesù fa un discorso su: “Non vi è cosa né evento che non abbia la sua ragione buona di essere”.

47                    Endor con la grotta della maga e Giovanni di Endor.

48                    A Naim fa risorgere Daniele figlio della vedova.

49                    Nella Pianura di Esdrelon fa l’accoglienza dell’orfano Jabè.

50                    Mageddo e Engannim. Sichem. Berot. Gerusalemme

Anno 29 aprile

51                    Gesù con i suoi arrivano a Gerusalemme una settimana prima della Pasqua (16 aprile) e pregano nel Tempio, e si incontrano con la Madre arrivata a Betania con le discepole. Gesù corona la Pasqua insegnando il “Padre Nostro” agli apostoli.

52                    Gesù a Betania racconta le parabole del figliol prodigo, delle dieci vergini, del re che festeggia le nozze al figlio suo.

53                    Viaggio con la partecipazione di Maria Santissima e le discepole e discepoli da Betania verso Betlemme. La mamma Maria rievoca la nascita di Gesù.

54                    A Betsur guarigione di Elisa.

55                    A Ebron questa volta festose accoglienze.

56                    Jutta. Keriot. Viaggio verso Betginna, poi Ascalona. Strada facendo Gesù difende gli apostoli, che di sabato hanno colto spighe di grano.

57                    Ad Ascalona guarigione di una madre moribonda.

58                    A Magdalgad guarigione della moglie di Fara. Jabnia.

59                    Jabnia, verso Modin e oltre, salva una carovana nuziale dall’essere rapinata.

60                    A Beter, feudo di Giovanna di Cusa, Gesù si ricongiunge con Maria e le discepole.

Anno 29 giugno

61                    Ritorna a Gerusalemme per la Pentecoste (4 giugno) del secondo anno del ministero del Regno. Guarigione del paralitico alla piscina Probatica.

62                    Ritorno in Galilea. A Cafarnao Gesù guarisce l’emorroissa e resuscita la figlia di Giairo. Sta con la mamma beata Maria. Parabola della pecorella smarrita. Assoluzione di Maria Maddalena in casa del fariseo Simone. Cafarnao.

63                    Da Cafarnao va a Betsaida, Magdala, Tiberiade, Cana e Nazaret. Gesù indirizza il suo pensiero: “Per trovare la verità bisogna unire l’intelletto con l’amore, e guardare le cose non solo con occhi sapienti, ma con occhi buoni”.

64                    Viaggio in Galilea e Siro-Fenicia con la beata Maria le discepole come Maria e Marta di Lazzaro.

65                    Partenza da Nazaret per Jafìa, Meraba, Semeron, Betlem di Galilea, dove Gesù salva Abele dalla morte.

66                    Sicaminon, Tiro con l’accoglienza di Ermasteo. Ritorno a Sicaminon.

67                    Dora, Fiume dei Coccodrilli. Cesarea Marittima. Magebbo.

68                    Gesù sale con suo cugino Giacomo sul Carmelo in preghiera, poi rivela Giacomo di averlo destinato alla cura spirituale dei futuri giudeo-cristiani nella stessa regione di Palestina.

69                    Nella pianura di Esdrelon. Giuda di Keriot digerisce male la presenza di un ex-ergastolano, di una nota peccatrice anche se ora convertita, di un filisteo pagano e di una schiava fuggita, pagana e greca fra le sue file e ne vede una menomazione per l’instaurazione il prestigio del futuro regno terrestre, e che nel suo malanimo travisa i fatti e ne riporta in segreto i dettagli sconosciuti sia ai nemici sia ai parenti contrari di Gesù a Nazaret, sia al Sinedrio.

70                    Gesù opera intorno al lago di Genezaret. Corazim.

71                    A Cafarnao la notizia della morte del Battista.

72                    Prima moltiplicazione dei pani alla foce del Giordano, a sud di Tarichea dove gli abitanti vorrebbero fare del Rabbi Nazzareno il re di Israele. “Il pane del cielo” Ma i notabili del paese tramano di poter denunciare Gesù ai romani e così eliminarlo.

76                    Gesù cammina sulle acque e trae in salvo Pietro nel lago di Genezaret.

Anno 29 settembre

77                    Festa dei Tabernacoli del secondo anno: Gesù al campo dei Galilei sul Monte Uliveto e a Betania, presenti sua Madre, le discepole e discepoli che riferiscono le loro attività.

78                    A Gerusalemme, Gesù al tempio: “Sapete voi cosa vuol dire vuole essere venire dietro a Me?” “La rinuncia di tutti gli amori a un solo amore, il mio ….”. Parabola dei dieci talenti e del buon samaritano. Banchetto pasquale nel palazzo di Lazzaro a Gerusalemme. E’ informato che al Sinedrio si conoscono le persone che lo colpirebbero, Gesù vuol salvarle.

79                    Viaggio oltre Giordano, Gesù manda Giuda e altri tre apostoli in “missione”.

Anno 29 autunno

80                    Viaggio apostolico nella Perea e Decapoli con la partecipazione della beata Maria con le discepole disponibili.

81                    Da Betania.  Gerico, sosta oltre Giordano, probabilmente a Nimra

85                    Ramot Galaad. Gerasa. Bozra con la guarigione di una lebbrosa.

86                    Arbela della Decapoli.

87                    Ad Aera si ritrova con gli apostoli e tutti uniti iniziano il ritorno.

88                    Presso il lago di Meron, Gesù raccoglie bambini orfani che porta a Tiberiade.

89                    A Naim i farisei alludono alle pratiche magiche dell’Iscariota.

90                    Ritorna verso Endor, poi a Magdala, da dove, in vista della festa del 25 dicembre manda a casa l’Iscariota e altri apostoli per allontanare Giuda da Nazaret.

Anno 29 dicembre 25

91                    Il 25 dicembre a Nazaret con persone condannate all’esilio. Ministero in Perea.

Anno 30 febbraio

Gesù nel terzo anno della sua vita pubblica si manifesta particolarmente come il Dio Redentore e Re, il Giusto.

92                    Preghiera e penitenza nella caverna di Jiftael: si offre per la conversione di Giuda.

93                    Ad Aczib riunisce gli apostoli per l’evangelizzazione in Fenicia: Scala di Tiro.

94                    Alessandroscene. Col pastore Anna nelle montagne della Siro-Fenicia. Miracoli.

95                    Aczib. Pianura di Esdrelon, incontra l’Iscariota e Tommaso nei pressi di Sefori.

96                    Ritorna a Nazaret.

97                    Evangelizzazione nell’Alta Galilea a Corozim, a Sefet, Merion, Giscala. Alcuni prendono Gesù a sassate e lo feriscono alla mano.

98                    Ai confini fenici presso Melchia guarigione del sordomuto Levi.

99                    A Cedes, invitato dal deferente sinagogo, insultato dai farisei dio Giscala: “A questa generazione malvagia e adultera che chiede un segno non sarà dato che quello di Giona”.

100                  In viaggio oltre Giordano verso Cesarea: Gesù istituisce il primato di Pietro.

101                  A Cesarea di Filippo: Gesù risuscita il bambino di Dorca.

102                  Ritorna a Betsaida, a Cafarnao, a Nazaret.

103                  Trasfigurazione di Gesù sul monteTabor.

104                  Ritorna verso Cafarnao. Gesù dice che il più grande nel regno dei cieli è il più piccolo fra gli uomini, perciò il fanciullo.

105                  Seconda moltiplicazione dei pani nel retroterra orientale del lago di Genezaret. Il “Pane del Cielo” preannuncia l’Eucaristia.

106                  Viaggio oltre Giordano verso Gerusalemme, evangelizzando la Decapoli e la Perea. 107             A Gadara discorso sul divorzio. A Pella guarisce dalla cecità Jaia e a sua madre.

108                  Oltre Jabes Galaad accolto presso il solitario Mattia.

109                  Nei pressi di Betjabboc guarisce Anastasica.

110                  Al guado di Betabara, la Maddalena avverte Gesù di un agguato loro teso sulla sponda destra del Giordano. Gesù torna sui suoi passi risalendo per ore la sponda sinistra del fiume fino al traghetto e attraversa il Giordano in piena arrestando la corrente. Incontra sua Madre e le discepole dirette da Gerico verso Efraim per raggiungere la strada Gerusalemme-Sichem-Nazaret, e prendono la strada verso sud e verso Betel, fermandosi poi a Rama in casa dei genitori di Tommaso prima di raggiungere di nuovo Gerusalemme avanti la settimana pasquale.

Anno 30 marzo

111                  Prima della Pasqua di questo terzo anno, Gesù si ferma al Tempio con dei proseliti, recita in spiega il “Padre Nostro”, ascoltato anche da Gamaliele. Al Getsemani con sua Madre e le discepole. Gesù provvede a che Marziam non si senta più turbato dall’Iscariota.

112                  A Betania gli amici di Gesù esprimono perplessità sugli atteggiamenti di Giuda. Al prorompere di Maria Maddalena: “E’ l’obbrobrio vicino alla Perfezione” Gesù porta il discorso sui pericoli delle persone vocate a sorte straordinaria e su cosa succede se entra in essi la superbia della loro vocazione.

Anno 30 marzo 29

113 Giovedì avanti Pasqua: Gesù partecipa al convito che Cusa e Giovanni hanno dato in suo onore a moltissimi poveri, con la presenza di Maria Ss. e delle discepole consacratesi vergini, con gli apostoli ed amici, comprese le romane. Al suo termine il convito viene turbato dalla notizia portata dall’Iscariota sull’irruzione dei nemici di Gesù al Getsemani.

Anno 30 aprile 3

114                  Cena pasquale nel palazzo di Lazzaro sul Sion a Gerusalemme. Gesù guarisce un morente che è stato ferito e ottiene che questo perdoni l’offensore. Per volere di Gesù, Giuda lo ha accompagnato.

115                  Gesù a Betania: “Marta, tu ti affanni di troppe cose; Maria di una sola. Ha scelto la parte migliore, quella non le sarà mai più tolta”.

116                  Ritiro sul monte Carit.

117                  A Gerico da Niche: “Angeli e uomini diranno di te la lode più bella: Nell’ora della sventura, del peccato, del dubbio, ella fu fedele, non peccò e soccorse il suo Signore”.

118                  Gesù oltre Giordano, in casa di Salomon, guarisce Anania.

119                  Viaggio con commiato dai paesi fedeli: dal guado di Betabara a Galdala. A Galdala: “Durissimo è Israele col suo Signore!”.

120                  Al Cedron. Giuda si dichiara mandato da Gesù per promuovere il regno terrestre.

121                  Gesù con gli apostoli verso Engaddi e guarisce un lebbroso.

122                  A Masada cattiva accoglienza.

123                  A Keriot commiato: ”Dio sceglie chi vuole, e toglie chi demerita avendo corrotta la sua volontà con superbia e disobbedienza”.

124                  Commiato da Jutta.

125                  Commiato da Ebron.

126                  Commiato da Betsur. “Superbia, odio, menzogna, lussuria, disobbedienza hanno distrutto. Umiltà, obbedienza, amore, purezza, sacrificio ricostruiranno”.

127                  A Beter Gesù, senza toccare Giuda, conferma la propria Regalità spirituale che non si abbassa la figura di un re terreno. Infine nel salutare Giovanna dice forte che parlerà a quelle creature, cioè le romane, quando lo potrà fare. Giuda presente capisce l’antifona e diventa terreo.

128                  Viaggio verso Emmaus della pianura.

129                  A Joppe Gesù parla con dei gentili.

130                  Ad Arimatea, Gesù risolve il problema familiare del sinedrista Giovanni.

Anno 30 maggio

131                  Ritorna a Gerusalemme per la Pentecoste “(5 maggio) del terzo anno. Gesù al Tempio. Scribi e farisei con un magistrato intimano a Gesù di andarsene; la gente si rivolta, accorrono le guardie romane dalla torre Antonia e danno addosso alle milizie. Gesù a convito dal sinedrista Elchia non sincero.

132                  Gesù va da Betania verso Gerico. Guarisce un samaritano e lo manda a parlare di lui in Samaria.

133                  A Gerico conversione di Zaccheo. “Beati i poveri di spirito”. Gesù guarisce un discepolo.

134                  Risale la riva orientale del Giordano. Libera un indemoniato.

135                  Va verso nord e per passare il Giordano all’altezza di Betsean e si dirige verso occidente, passando fra il Tabor e il Piccolo Hermon in direzione di Magebbo e oltre. L’Iscariota chiede di poter allontanarsi per alcuni giorni. Gesù lo lascia fare e gli dà appuntamento a Nazaret, ma lo ritroverà prima, sulla via del ritorno da Cesarea.

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136                  A Cesarea Marittima Gesù libera Aurea Galla. Sista a Sefori. Manda gli apostoli verso Cafarnao. e va a Nazaret e per una sosta di quasi un mese.

137                  Vana attesa dell’Iscariota partito per Tiberiade, ma che doveva ricongiungersi ogni sabato con gli apostoli a Cafarnao per poi andare con loro a Nazaret.

137                  Viaggio di Gesù con i suoi da Nazaret a Betlem di Galilea. Gesù doma un incendio.

138                  Nella pianura di Esdrelon, verso Tiberiade. Gesù: “La carità è unica e abbraccia creatore creatura”.

139                  A Tiberiade Gesù si imbatte nell’Iscariota che per settimane era stato invano atteso. Gesù manda l’Iscariota a Nazaret perché conduca Samuele, che ora si dispera, a Cafarnao; ma non lo conduce.

140                  Viaggio apostolico verso Ippo ed oltre, da dove Gesù rimanda l’Iscariota a Cafarnao ad attendervi Samuele.

141                  Da Cafarnao al porticciolo d’Ippo. Guarigione di Giovanni, lebbroso santo. A Ippo la guarigione di uno schiavo. Gesù con la mamma Maria.

142                  A Gamala Gesù allude al suo futuro. Afeca della Decapoli. Gerghesa.

143                  Gesù a Tiberiade; Da qui, passando per le Terme di Emmaus, a Tarichea, dove Gesù afferma di essere re di un regno spirituale aperto a tutti gli uomini di buona volontà. Gesù guarisce Galazia, peccatrice pentita.  Tentativo di proclamare Gesù re di Israele nell’adunanza dei notabili della Palestina convenuti sotto la guida di Cusa nella sua casa di campagna nella Decapoli oltre Giordano. Gesù fulmina all’assemblea con un secco “No!”, Lo spiega e infine pianta in asso i contenuti e li lascia in subbuglio.

144                  L’apostolo Giovanni con Gesù presso il lago di Genezaret.

145                  Prosegue l’apostolato in Galilea e ai confini della Siro-Fenicia.

146                  Commiato dai pochi fedeli a Corozim.

147                  Incontro con Barnaba ad ovest di Giscala. Gesù aiuta un orfano e guarisce un bambino cieco di Sidone.

148                  Gesù dalla Scala di Tiro verso Tolemaide, poi verso Sefori. Evita Nazaret e incontra la madre nel bosco di Matatia.

149                  Prosegue per Jezreel. Pernotta a Engannim.

150                  Da Dotain si muove verso il versante orientale del dorsale montagnoso nord-sud in direzione Efraim. Fa miracoli a un ragazzo e ai dieci lebbrosi vicino a Efraim, dei quali uno solo, un samaritano, torna indietro a dare Gloria a Dio.

Anno 30 autunno

151                  Per la festa dei Tabernacoli a Gerusalemme nel Tempio: “Il Regno di Dio non viene con apparato. Il Regno di Dio è in voi, dentro di voi, nel vostro spirito che accoglie la Legge venuta dai Cieli come Legge della vera Patria, legge che praticandola fa cittadini del Regno”. “Conoscete Me da dove vengo?”. “Dio genera unicamente un altro Se stesso… Quel Figlio non potrà essere che Dio come il Padre”. “Gesù Dio-Uomo per poter compiere la redenzione dell’uomo “. “Ancora per poco sono con voi.”

152                  Gesù a Nobe, vicina a Gerusalemme. Qui al Campo dei Galilei, poi al Tempio e presso la fontana En Rogel. Gesù e l’adultera nel recinto del Tempio.

153                  Di nuovo oltre Giordano. Giuda è agitato e torvo. Con Pietro Gesù in un viaggio montagnoso prima verso ovest, poi a sud verso Esebon ed oltre in una regione ostile. Guariti i bambini provenienti da Petra.

154                  Gesù e i suoi sul monte Nebo.

155                  Ritorna a Gerusalemme e al Tempio, Gesù parla del valore della preghiera costante dicendo la parabola del giudice iniquo. Al Tempio: “Io sono la Luce del mondo”. Al successivo rientro nel Tempio. Viene avvertito dei pericoli. Gesù alza la voce: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo “…. E continua poi ad accennare al tremendo futuro che attende Israele perché ripudia il Cristo. Succede un pandemonio e Gesù continua a parlare: “In verità, in verità Io ve lo dico: prima che Abramo nascesse Io sono”. Si reca al Monte Uliveto. Guarigione del cieco nato mandato alla piscina di Siloe.

156                  Gesù da Nobe passa a Rama e da lì a Emmaus montana.

157                  A Betoron guarisce persone due malate; gli abitanti cattivi.

158                  A Gabaon commiato festoso.

159                  Gesù torna a Gerusalemme: “Io sono il buon Pastore …” .

160                  A Betania, Lazzaro sempre più sofferente.

161                  Commiato a Tecua, va a Gerico da Zaccheo.

162                  Di nuovo a Nobe. Vari miracoli. Riparte portandosi appresso l’Iscariota.

163                  Gesù nella sinagoga dei liberti romani, a Hinnom guarisce 4 lebbrosi.

164                  Alle tombe di Siloan guarisce altri tre lebbrosi. Incontra l’Iscariota che viene da una seduta segreta nella casa di campagna di Caifa.

165                  Al Tempio viene attaccato dai nemici, ma salvato dai militi romani dell’Antonia.

Anno 30 dicembre 25 compleanno all’età di anni 33

166                  Festa del 25 dicembre a Betlemme nella grotta della Natività. Gesù vi passa il suo trentatreesimo anniversario di nascita. Con l’apostolo Giovanni verso il guado, pernottano ai piedi del colle di Galdala.

167                  Gesù che si prepara alla Passione, nella cassetta di Salomon oltre Giordano, dopo la morte di Lazzaro va a Betania e lo risuscita. Raduno del Sinedrio con l’intermezzo della delegazione presso Pilato e conclusione del raduno con la decisione di far morire Gesù.

168                  Giuseppe d’Arimatea manda un’ambasciata per Gesù a Betania: che si rechi a Betfage, dove lo avverte che il Sinedrio ha decretato la sua cattura e che l’indomani nelle sinagoghe ne sarà letto il bando.

169                  Immediata partenza di Gesù per Efraim per il rifugio in Samaria ai confini della Giudea. Gesù manda gli apostoli ad evangelizzare i dintorni e si isola molto in preghiera.

170                  Si allontana un giorno fino verso i monti Adomin.

172                  Salva alcuni dalle mani dei briganti e se li porta ad Efraim.

173                  Un messaggero lo fa andare a Gofenà. Converte uno inviato a sequestrarlo e torna a Efraim, dove Claudia Procula gli dice “Io non posso molto, ma ciò che posso farò” risponde: “Domina, Io non ti ho chiesto onori e protezione…”. Guarisce un uomo di Jabnia. Arrivano la beata Maria con le discepole, oltre a Lazzaro, Giovanna di Cusa con i bambini, e Gionata.

174                  In viaggio in Samaria: da Efraim a Silo. Lebona. Sichem. Enon. Tersa. Verso Doco. Maria Salome chiede a Gesù che i suoi figli Giacomo e Giovanni seggano uno alla sua destra e l’altra alla sua sinistra nel suo Regno … “Voi certo verrete al mio camice. Però sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concedervelo.”

175 A Gerico incontra molti discepoli. Gesù ricordando la profezia di Sabea sul futuro del Popolo di Dio che non volle il Figlio di Dio, li esorta a fuggire sinché lo possono fare.

176                  Cena a Betania con l’unzione di Gesù da parte della Maddalena.

177                  Gesù sceglie il Campo dei Galilei per le soste di riposo nei giorni successivi, ad evitare di essere sequestrato prima della sua ora, avendo ormai Giuda accettato di consegnarlo delle mani dei suoi nemici e aspettando l’occasione per poterlo fare.

Anno 31 marzo 18

178                  A Gerusalemme la domenica delle palme, Gesù piange sulla città ingrata.

179                  La Pasqua di risurrezione, una settimana dopo il 25 marzo dell’anno 31, giorno dell’Annunciazione.

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-.-.-.-.-.-.-.-. Altro testo sulla settimana santa di Gesù.

 

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25 dicembre festa ebraica della dedicazione del tempio e del nuovo altare: Encenie = novità

NATALE

Per il Natale è chiaro che a Gerusalemme ogni anno il 25 dicembre si celebrava la festa dei lumi o della Purificazione o Dedicazione del Tempio (Gv 1, 10,22) festa delle “Encenie”. Come riferisce s. Agostino nell’Omelia 48 enceniare significava indossare cosa nuova, da cainon che significa nuovo. Il Figlio di Dio ha indossato la carne umana. Lui tempio della Trinità è altare sacerdote e vittima della nuova ed eterna alleanza .Mt 1,18-25; 2,13-23; Lc 2,1-52

<ideazione: 25 marzo probabilmente Pasqua ebraica, plenilunio>.

L’angelo Gabriele è mandato da Dio a Nazaret a parlare con Maria che era pienamente investita dall’amore infinito di Dio, la sua più amata, la più amabile delle creature umane e la più capace di amare Dio e le altre persone tutte. Gabriele fa l’annuncio dentro la casa paterna di Maria che dichiara: “Eccomi, sono la serva del Signore”. Il concepimento è opera dello Spirito Santo. Gesù è il Messia, il Figlio di Dio, la cui incarnazione in tal modo avviene a Nazaret. La beata Maria si sposa in seguito con Giuseppe di Giacobbe, discendente della famiglia del re David. Dopo nove mesi presso i ruderi della torre del re David a Betlemme il parto del Figlio di Dio che ha vestito la carne umana.

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